Esatto, si seguono principalmente per quello, la personalità. Tutto il resto (competenza, professionalità, velocità e periodicità di contenuti, il fatto che sei d'accordo o meno con quello che dicono) è secondario e va benissimo così. A me sembra che si sia arrivati ad un livello tale di EGO che hanno deciso di prendersi troppo sul serio, di elevarsi a ciò che non sono mai stati.
Io vedo content creator americani, tipo
questo tizio dei jrpg palestrato che ogni tanto mi esce nel feed, che non si fanno problemi a farsi la foto con i regali e a fare viaggi. Dove è il problema e cosa c'è di così vergognoso ad accettare la reale natura del proprio lavoro che TU hai scelto di fare e sapevi benissimo come funzionava? In questo è stata anche chiara Kurolily in uno dei suoi ultimi video, tra l'altro dicendo di aver rinunciato a molte sponsorizzazioni di Pokémon perché semplicemente si rompeva le scatole di giocarci (ma nessuno l'ha ancora fatta santa). Le persone che ti seguono accettano questa cosa, i più informati e intelligenti sanno quando dici cazzate e quando no, e finisce lì, senza che ti senti in dovere di ripulirti la coscienza da non si capisce bene cosa. Akurello dice che vogliamo sincerità e trasparenza, giustissimo e condivisibile, e cosa c'è di più trasparente di uno youtuber che dice grazie Koei Tecmo per questo poster di Ryza? Non è sottobanco, non ti stanno trattando da coglione, è tutto alla luce del sole e gli americani lo sanno benissimo, mentre noi italiani amiamo i drama e le finte indignazioni.
Io ora pagherei per veder spuntare un content creator che se ne esce con un video "guardate ho avuto sta collector's edition, e STO GODENDO COME UN RICCIO", senza finta vergogna, senza autofustigazione in pubblica piazza. Diventerebbe immediatamente il mio preferito, follow e sub istantanee
Guarda, purtroppo non posso fare nomi. Ma posso dirti che in insospettabili e segrete conclavi, se ne parla in questi giorni. E saltano fuori nomi e cognomi, belli chiari. Son sempre gli stessi, del resto. Lo si sa da dieci anni.
Però posso dirti che in America, questa pratica è ampiamente consolidata, in tutte le realtà professionali, a qualsiasi livello, il
"bribery" è qualcosa di normalissimo, che è passato quasi di categoria, un po' come il nostro reato d'ufficio, che è reato, ma come dire,
"dai, suvvia, mica ha ucciso una persona no?"
Il Bribery in USA è alla luce del giorno, esposto, senza problemi, è una realtà accettata ad ogni livello la corruzione sistematica.
Non è la corruzione come la intendiamo noi, cit da Vigo, è fin peggio. Per questo, quando li beccano, prendono del penale. Il numero dei white-collars in America (i colletti bianchi dietro le sbarre) supera di percentuale i reati di natura criminale. Questo solo per dire il livello di esposizione alla concussione, corruzione, e il resto.
Sei un medico?
Bene.
Io sono la Umbrella Inc. e ti offro i miei medicinali da prescrivere ai tuoi pazienti.
Ti offro anche due crociere all'anno, sconti del 50% sui prodotti Umbrella Health and Care e altri bonus di varia natura.
Come dici?
"L'OMS ritiene che i vostri medicinali non rispettino gli standard medici..."
"Non preoccuparti di queste grane legali, tu prescrivili"
"Ma alla signora Genoveffa è nato uno occhio sulla spalla destra"
"Non temere, il Governatore non ti riterrà responsabile, è un CEO di una nostra divisione in Europa"
Ora, estremizzando, e lasciando perdere il fatto che ho voglia di giocare a RE9, questa cosa succede di continuo in Amurica, così tanto che è diventata una consuetudine, una triste realtà. Non si indigano più perché il bribery è pratica, come le mance, che a noi sembrano così aliene.
Verrebbe da dire, semmai, che quelli sani e retti, siamo ancora e sempre noi.
Se ci indignamo ancora oggi per certe partiche "consolidate" e ci credo che mostrano senza alcun senso del pudore i regali che gli fanno i PR, tramite le aziende. Non dimentichiamo che sono i PR la bassa manovalanza che "collega" aziende e giornalisti/content creators, sono loro che "casualmente"
"Hey, c'è rimasta una edizione limitata di Vaffanadazz, ti intreressa? No, perché sai, non so cosa farmene"
Solo un coglione può pensare che sia normalissima una conversazione come questa, tra "chi deve scrivere del gioco" e chi te lo vende.
Forse qui molti sono giovani, ma l'inizio di questo tracollo morale è nato con piccole cose.
Al principio della nostra storia, ai tempi di Zzap!! e C+VG; le riviste di videogiochi non potevano nemmeno essere vendute, perché c'era un articolo (un comma) sull'editoria della nostra legge che non permetteva l'inserimento aziendale dentro la carta stampata, e i big come Interplay o Sierra, d'altro canto, avevano ben altri progetti che fare una rivista per "sponsorizzare" il loro nuovo gioco.
Poi negli anni '90, inizarono a nascere le solite discussioni sull'incompentenza della stampa per questo o quel voto, per la disparità di giudizio tra Super Contra e Super Tennis.
Il primo grande evento destabilizzante nel mondo dell'editoria, fu l'arrivo di Sony, quando il comma sull'editoria, fu segato.
Come era ovvio, piovvero accuse sulla faziosità delle riviste per la console Sony, che con il senno di poi erano abbastanza fondate a sentire certe persone nel settore. Sony aveva "creato" una serie di riviste che erano marchette ai loro giochi, non era esattamente giornalismo, erano marchette. In queste riviste molti si fecero le spalle, e fu insegnato il metodo,
Nei primi anni 2000 iniziano tante piccole realtà editoriali, corroborate sia con piccoli siti, che grandi siti, raramente c'erano pressioni dall'alto, mentre con i piccoli siti invece era un viavai di email sui voti. Una vera compravendita.
Quello fu un periodo parecchio strano: molti PR erano ex redattori passati proprio da quelle riviste Sony, che ad una certa, erano passati dall'altra parte. Da una parte non c'era alcuna pressione palese, dall'altra le due parti (PR/redattori) finivano per ritrovarsi a uscire dopo lavoro e si finiva inevitabilmente per parlare di questo o quest'altro voto,
sai rottura di balle, evvabbé veniamoci incontro, a buon rendere, dai.
Insomma, anche le riviste indipendenti, finivano per essere ammaliate dalle proposte.
Poi ci fu l'eclatante entrata in campo di Microsoft, eclatante in tutti i sensi.
Si racconta (LOL) di viaggi pagati, feste, giri, regali, poi ancora feste, trasferte, edizioni da collezione, una roba spudorata, che però aiutò (si parla della prima XBOX) a consolidare una certo saliscendi editoriale, per così dire.
Poi, con l'avvento dei siti, le pratiche editoriali sono semplicemente diventate web. Si sono snellite.
C'è ovviamente chi ha tenuto un'etica, e chi invece non ha alcun problema a spammare ADV sulla front-page. C'è chi ha detto
"noi non lo faremo" e altri che si trovano a mezzanotte su Discord per decidere che voto daranno a GTA6, di modo che l'utenza non senta puzza di merda, con la disparità di 0.5.
Anche i CC fanno queste cose, è normale, lo è diventato. Lo abbiamo reso normale.
Ogni tanto è bene ricordare che alcuni sono abbastanza vecchi, ma non del tutto rincoglioniti e le cose se le ricordano.
E questo è quanto.
Però le crocere sono rimaste a quanto pare.
A new investigation into Ubisoft's marketing campaign for Star Wars Outlaws reveals the company buttered up YouTubers and influencers with trips to Disneyland and boat tours before giving them access to four hours of gameplay footage.
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