the mentalist1
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il nuovo caso è horses , sito concorrente li avevi intervistati quindi sono in conflitto d'interessi per la recensione
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Una piccola osservazione: diventano tutti indipendenti quando ormai hanno community grosse e/o sono già pieni di soldi. Prima però la vacca l’hanno munta
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Ragazzi stavo scrollando YouTube, VIDEO APPENA MESSO
Mi sono rotto le palle

Per me questo è conflitto di interessi, il cui interesse è essere parte dell'algoritmoChiamalo scemo, intanto monetizza.
Continuare a battere il ferro finché è caldo, sulle ali dell’algoritmo.

Una piccola osservazione: diventano tutti indipendenti quando ormai hanno community grosse e/o sono già pieni di soldi. Prima però la vacca l’hanno munta
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Ragazzi stavo scrollando YouTube, VIDEO APPENA MESSO
Mi sono rotto le palle

Il video, intitolato "CONFLITTO DI INTERESSI | "Ora parlo io" cit.", è un'analisi approfondita e personale di Falconero sul tema del conflitto di interessi nell'ambito della comunicazione e della critica (in particolare nel settore del gaming).
Di seguito trovi un riassunto dei punti chiave:
1. Etica e Indipendenza del Giornalismo
- Il Codice Deontologico: Il video inizia citando l'Articolo 22 del codice deontologico dell'Ordine dei Giornalisti in Italia, che vieta ai giornalisti di prestare nome, voce o immagine per iniziative pubblicitarie. Alcuni professionisti hanno rinunciato al tesserino per essere liberi di fare promozione.
- La Tesi dell'Autore: L'autore (che ha scelto l'indipendenza) sostiene che l'assenza del tesserino non dovrebbe esonerare chi svolge attività di critica e divulgazione dalle responsabilità etiche stabilite nell'interesse del pubblico.
- Definizione di Indipendenza: Essere "indipendenti" non significa essere più onesti o competenti, ma essere liberi dal conflitto di interessi. Allo stesso modo, essere in conflitto di interessi non significa essere corrotti, ma è una condizione oggettiva che va riconosciuta e dichiarata.
2. Il Problema del Sistema e l'Ambiguità
- Ruoli Misti: Storicamente, i comunicatori potevano essere contemporaneamente critici, promotori e intrattenitori. L'autore sostiene che i tempi sono cambiati e il pubblico richiede chiarezza sui ruoli professionali (critico, promotore, divulgatore, intrattenitore).
- Meritocrazia e Discrezionalità: Il sistema attuale (soprattutto nella distribuzione di codici, inviti e benefit economici) è descritto come non esclusivamente meritocratico e basato su una forte discrezionalità aziendale. Questa discrezionalità, per paura di compromettere l'accesso a opportunità future, può influenzare indirettamente il lavoro di chi è in conflitto di interessi.
3. Pubblicità e "Conflitto con il Pubblico"
- Sponsorizzazioni: La pubblicità è una transazione economica finalizzata al profitto, non un "servizio pubblico." L'autore critica l'idea che il conflitto di interessi sia un "male necessario" per portare informazioni velocemente, vedendola come una scusa per mantenere uno status quo redditizio.
- Contro-Argomentazione (Sudditanza): Il video affronta la tesi del "conflitto di interessi con il pubblico" (ovvero la sudditanza psicologica o disonestà intellettuale per assecondare la pancia del pubblico). L'autore argomenta che questo non sostituisce il conflitto con l'industria, ma si aggiunge ad esso. Anzi, chi è in conflitto con l'industria ha un incentivo ancora maggiore a compiacere il pubblico per aumentare il proprio reach (e, di conseguenza, il valore delle proprie sponsorizzazioni).
4. Gestione dei Rapporti con le Aziende
- Distribuzione dei Codici: L'ottenimento di codici review e inviti a eventi è raramente automatico ed è basato su richieste che vengono valutate e approvate discrezionalmente da PR o agenti, con l'assegnazione spesso influenzata da pregressi rapporti commerciali.
- Recensioni Post-Lancio: L'autore afferma che le recensioni pubblicate dopo il lancio di un gioco (dopo il day one) non sono immuni da potenziali condizionamenti (come il clima generale del pubblico). Tuttavia, ritiene che siano più impegnative e stimolanti, poiché il pubblico ha toccato con mano il prodotto e può contraddire il critico con maggiore facilità.
5. Conclusioni e Soluzioni Proposte
- L'Utimo Blocco: Come soluzione ideale, l'autore propone di stabilire ruoli chiari con regole etiche ben definite e monitorate, e di creare piattaforme di distribuzione di codici realmente automatiche, regolate solo da soglie di traffico per eliminare la discrezionalità.
- Messaggio ai Piccoli Creator: Sottolinea che il conflitto di interessi non è un requisito indispensabile per crescere e che è possibile trasformare una passione in un lavoro anche senza legami economici con l'industria.
- La Scelta Personale: Ribadisce che è lecito avere contatti professionali con l'industria (sviluppatori, PR), ma la sua scelta personale è quella di non avere alcun tipo di relazione economica, limitando i rapporti al solo scambio professionale.
In pratica conferma che lui non è un giornalista e che giornalista e content creator/influencer son mestieri diversi. Bene ci sia arrivato pure lui.Per chi non vuole dare visualizzazioni ed evitare il conflitto di interessi ci sono i riassunti dei video fatti mettendo l'URL in una qualsiasi ia![]()
.No per carità, manteniamo elevato lo spessore della discussione, infatti.Quanto lo vorrei qua sul forum![]()
Bè cita cose che lo contraddicono se lette nella loro interezza e dà pure ragione a chi sostiene che editoria e creator son mestieri diversi, quindi. E ci aggiungo che fa la morale alla stampa e poi crea contenuti su di essi ponendosi quasi come un censore. Insomma, alla fine si puó sedere a fianco del nostro amico che, pure lui facendo la morale, copiava i commenti in giro per il web e li spacciava come suoi.Mentre invece chi viene tirato in ballo ogni 2x3 e criticato pure perché respira, risponde argomentando.
Quest’estate si parlava di Fabrizio Romano che faceva la pubblicità di Timvision, quindi probabilmente è consentito anche per i giornalisti.In pratica conferma che lui non è un giornalista e che giornalista e content creator/influencer son mestieri diversi. Bene ci sia arrivato pure lui.
Sul citare l'art. 22 se ha detto solo quello vuol dire che non sa leggere: ogni codice deontologico VIETA la pubblicità quando occulta e la prevede lecita quando è circostanziata e ed esplicita. Ora, io non conosco il codice deontologico dei giornalisti ma ne ho uno che si applica a me e son fatti tutti con lo stampino.
Ma chi, il pirla di HERE WE GOOO?Quest’estate si parlava di Fabrizio Romano che faceva la pubblicità di Timvision, quindi probabilmente è consentito anche per i giornalisti.
Sì, ricordo che alcuni dicevano che essendo iscritto all’albo non potrebbe fare pubblicità, ma a quanto pare non ha avuto particolari impedimenti a farla.Ma chi, il pirla di HERE WE GOOO?
Una piccola osservazione: diventano tutti indipendenti quando ormai hanno community grosse e/o sono già pieni di soldi. Prima però la vacca l’hanno munta
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Ragazzi stavo scrollando YouTube, VIDEO APPENA MESSO
Mi sono rotto le palle
La pratica che si mira a inibire in questi contesti è la pubblicità occulta, fenomeno cancerogeno che è assolutamente presente nella stampa a ogni livello, sia chiaro. Cioè se io scrivo un articolo e lo confondo come tale senza dichiarare che è un inserto pagato, pure che ne parlo male eh, sono punibile. I quotidiani sono PIENI di sta roba. Ma banalmente, senza andare lontani, se Spaziogames fosse una testata giornalistica (cosa che almeno un tempo era) io dubito possa attuare la pratica che attua di infarcire i propri articoli con referral link che rimandano ad Amazon.Quest’estate si parlava di Fabrizio Romano che faceva la pubblicità di Timvision, quindi probabilmente è consentito anche per i giornalisti.
Bè cita cose che lo contraddicono se lette nella loro interezza e dà pure ragione a chi sostiene che editoria e creator son mestieri diversi, quindi. E ci aggiungo che fa la morale alla stampa e poi crea contenuti su di essi ponendosi quasi come un censore. Insomma, alla fine si puó sedere a fianco del nostro amico che, pure lui facendo la morale, copiava i commenti in giro per il web e li spacciava come suoi.