Io non lo so, non sono il più qualificato per fare questo confronto perché l'unico pvp che ho giocato con un po' di costanza è quello del primo Dark Souls e adesso mi ricordo poco, ma volevo solo chiarire cosa penso intendesse Dagoth.
Sì, può essere. La World Tendency lo era senza dubbio. Comunque su questo discorso dell'autorialità, della "purezza", della difficoltà che è (sarebbe) parte dell'autorialità, io penso che dipenda da come si concepisce quest'ultima, o più precisamente se si crede che essa possa collocarsi all'interno del software ma non necessariamente in ogni sua parte oppure se si crede che essa debba essere presente all'interno del sw E in ogni sua parte. Prima di riprendere questo punto, chiarisco meglio cosa intendo per autorialità.
Con autorialità, in presenza di "originalità", "coraggio", qualità ed altri tratti positivi, io mi riferisco ad ogni forma di indipendenza nell'espressione artistica, per cui se il feedback di una fanbase è quello che vorrebbe importi di non inserire nessuna opzione di accessibilità, una modalità di gioco che permetta anche alle persone affette da daltonismo di usufruire dell'esperienza che hai creato in questo caso sarebbe un'affermazione di autorialità (oltre che di "thoughtfulness"). Inoltre penso che l'autorialità in termini molto generici non sia sempre un bene (bisogna vedere il singolo caso e di cosa si sta parlando) e l'accessibilità non sia sempre un male, e che l'una non debba per forza scontrarsi con l'altra, come appunto succede nell'esempio del daltonismo. Dunque un menù dedicato all'accessibilità inclusiva non lo vedrei come un cedimento ai danni dell'autorialità, in nessun gioco. A mio avviso l'autore dovrebbe cercare di sviluppare la sua opera su due fronti: il rispetto delle sue idee e la capacità di comunicarle a quante più persone possibili. Si prova a bilanciare questo senza scivolare da una parte nell'elitismo e dall'altra nel mainstream più accomodante e sterile.
Ora, tornando al punto iniziale, se dentro il software di un Souls si trova una modalità "facilitata", che viene incontro al gamer appassionato che vorrebbe godere dell'art design, del world building, del level design, di questo tipo di viaggio dell'eroe etc del gioco ma viene scoraggiato dal suo essere punitivo, potenzialmente frustrante, dalla richiesta di un tipo di abilità che non gli si confà neanche dedicandocisi parecchio tempo, con una schermata di opzioni dove, oltre al gioco offline, c'è magari pure la possibilità di mettere in pausa, e se questa modalità è nettamente, espressamente e marcatamente separata dall'esperienza "normale, pura", con l'esplicito avviso/indicazione prima di avviare la partita che ti informa che selezionandola stai scegliendo un'esperienza diversa, non rispondente in tutto alla visione dell'autore, allora direi che la cosa si potrebbe fare, non vedo grandi problemi. Ciò a patto che si pensi che l'autorialità non si debba per forza estendere ad ogni parte del software come se fosse un blocco compatto.