Londra è una città dove la gente va e viene, dove tutti corrono e nessuno cammina: ma sopratutto è una metropoli dove nessuno fa caso a niente, oltre allo schermino del telefono.
Per certi versi è come vedere un enorme alveare, dove però alcune api sono assai più famose di altre.
Fortunatamente io cerco sempre di prestare attenzione ai miei surroundings, per cui non faccio fatica a riconoscere alcune di queste "api famose".
Questa mia peculiarità mi ha permesso, in un afoso giorno di lavoro, di riconoscere alcune persone che francamente non mi sarei mai aspettato di vedere.
Mi sveglio presto per andare a lavoro e appena arrivo noto che la giornata si prospetta molto affollata, per cui mi rimbocco le maniche e "mi stimo e mi incoraggio".
Da lì a poco Eddie Redmayne sarebbe passato con due figlie (?) ancora in passeggino per prendere un caffè, mentre la maggiorparte della gente era troppo impegnata a guardare il pavimento.
Verso l'ora di pranzo John Malkovich sarebbe passato per chiedermi di andare in bagno, imprecando dopo una mia risposta negativa. Se n'è andato senza che gli potessi chiedere un autografo, ma data la natura della sua urgenza non lo biasimo. Naturalmente anche lui fu bellamente ignorato da tutti.
Dopo una lunga ed estenuante giornata di lavoro arriva finalmente l'ora di chiudere, ed io non ho le forze neanche per camminare e così mi siedo un attimo fuori.
Prendo il primo tavolo vuoto che abbiamo fuori il negozio e mi ci siedo sopra come un derelitto, accendendomi una sigaretta. Mentre fisso il vuoto cercando di rimanere sveglio vedo Simon Pegg che mi passa davanti incazzato come una scimmia, di conseguenza il suo umore non migliora quando si rende conto che lo sto fissando come un maniaco. Scusami Simon, non sono riuscito a trattenermi.
Uso l'ultimo briciolo delle mie forze per finire la mia giornata di lavoro, dopodichè prendo l'autobus e me ne filo dritto a casa. Una giornata faticosa, ma sicuramente una che non mi scorderò facilmente.
Proprio mentre sono steso sul letto, praticamente in procinto di prendere sonno, mi vibra il telefono e di lì a poco avrei visto la notifica più bella di quel mese: il disegnatore che collaborò con Mike Mignola per la relizzazione del volume di hellboy chiamato "caccia selvaggia", sarebbe venuto a Londra per una sessione di autografi. Naturalmente io ci andai e credo che lui si rese conto del mio evidente stato di agitazione, e mi dedicò un interò disegno in prima pagina. Quel volume ora è la mia bibbia ed è custodito gelosamente accanto al sedicesimo volume di "The Boys", autografato dall'unico e vero Garth Ennis.
Ricordatevi ragazzi e ragazze, la fortuna bacia i belli