Alert Religioni (Leggere il primo post prima di intervenire)

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I comandamenti non servono a niente e alcune di loro non hanno niente a che fare con l'etica. Non servono per vivere meglio, infatti, sono 100% sicuro che non riusciresti a nominarmi una singola cosa malvagia che viene denunciata dalla Bibbia o un altro testo sacro, che una comunità senza religione non farebbe. Nessuna.
Immagino tu intenda dire che le regole dei comandamenti e precetti esistono anche nelle comunità laiche, è vero, ed allora? Non capisco cosa dimostra, che potrei fare a meno della fede per essere una brava persona?

Certo che potrei, l'ho anche scritto, per me e per l'ebraismo la salvezza prescinde dalla fede, per i cristiani e musulmani no, ma è un problema loro non mio ;-)

Ora dimmi qualcosa di malefico che la Bibbia o altri testi sacri incitano a fare, che una comunità senza religione non farebbe. Vengono subito in mente tante cose oscene.
Er... mi dispiace il mio italiano si perde sintassi troppo complessa, significa che una comunità senza religione è violenta come la Bibbia?Non capisco sorry.

Una prova che i dieci comandamenti non sono serviti: appena *** diede a Mosè il comandamento di non uccidere, egli comandò subito alla sua gente di massacrare le loro famiglie. Questo come lo "interpreti"? (Adoratori di altra divinità n.d.a.)
Alt, ma ci siete o ci fate? Quante volte dovrò scrivere che già non mi frega nulla di quel che è successo 50 anni fà figurati 2.000.

E la cosa và nei due sensi, la chiesa ha massacrato ebrei fino a qualche secolo fà, (e nella seconda guerra il papa si è distinto per vigliaccheria...) ma chissenenfrega? Quella è storia, io mi sentirei parecchio idiota ad accusare la chiesa di essere una religione assassina per cose ormai passate.


Vuoi dire che l'ebraismo era una religione violenta 2.000 anni fà? Certo e chi lo nega
, però appunto da poco meno di 20 secoli sono stati eliminate le punizioni dai comandamenti e quindi non si uccide nessuno per apostasia nè si lapidano le donne per infedeltà nè si impiccano gli omosessuali, mi sembra che anche il cristianesimo da qualche secolo non ammazzi più ebrei, apostati ed eretici.

L'islam lo fà ancora adesso, ma una religione assassina non fà tutte le altre religioni qualcosa da buttare.

Se poi tu non hai la fede e ti fanno schifo le religioni fai benissimo a starne lontano, io non ti voglio convincere di nulla, il proselitismo non fà parte della mia cultura, nè religiosa nè laica.

 
Immagino tu intenda dire che le regole dei comandamenti e precetti esistono anche nelle comunità laiche, è vero, ed allora?
L'ho detto perchè molti lo negano, pensando che senza la Bibbia non si ha morale. Sono contento che sei d'accordo con me allora.

Er... mi dispiace il mio italiano si perde sintassi troppo complessa, significa che una comunità senza religione è violenta come la Bibbia?Non capisco sorry.
per esempio attaccare dinamite intorno al torso e farsi esplodere in una metropolitana piena di gente, nel nome di ***, è motivato solo dalla religione.

Alt, ma ci siete o ci fate? Quante volte dovrò scrivere che già non mi frega nulla di quel che è successo 50 anni fà figurati 2.000.
l'ho scritto per far vedere che i dieci comandamenti non vengono rispettati neanche da Mosè. Non è questione di fartene fregare qualcosa.

Vuoi dire che l'ebraismo era una religione violenta 2.000 anni fà? Certo e chi lo nega, però appunto da poco meno di 20 secoli sono stati eliminate le punizioni dai comandamenti e quindi non si uccide nessuno per apostasia nè si lapidano le donne per infedeltà nè si impiccano gli omosessuali, mi sembra che anche il cristianesimo da qualche secolo non ammazzi più ebrei, apostati ed eretici.
Non sto dicendo che è una religione violenta, volevo solo chiarire che molti massacri sono stati per motivi religiosi, quindi che la religione ha dato frutti marci. Come dicono in tanti, bisogna giudicare le cose dai frutti che danno.

Se poi tu non hai la fede e ti fanno schifo le religioni fai benissimo a starne lontano, io non ti voglio convincere di nulla, il proselitismo non fà parte della mia cultura, nè religiosa nè laica.
non è che mi fanno schifo, ma guardando la storia hanno portato molto male, chiudendo la mentalità di molte persone. Non mi riferisco a te, ma dico in generale. Basta ascoltare uno di quei pazzi cristiani americani per vedere a che punto siamo arrivati.

 
Certo che se' na cappella de niente :reggie:


Ecco, sembrate voi due, quelli del video.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif Sempre insieme a darsi man forte: uno si vede subito che tipo è; l'altro ti dà una buona impressione all'inizio, poi però si riconosce per quello che è. Siete una bella coppia, dai, come Cip e Ciop.

 
Alleluja Alleluja, uno mi ha ascoltata! Giuro che ti mando falafel con hummus e matzot fatte con le mie manine ;-)

...pensando che senza la Bibbia non si ha morale...
La morale è dell'umanità, l'umanità è creazione di D-o, la morale è di D-o... ma non della religione in sè, siamo d'accordo anche se vi arriviamo con percorsi diversi.

per esempio attaccare dinamite intorno al torso e farsi esplodere in una metropolitana piena di gente, nel nome di ***, è motivato solo dalla religione.
D'accordissimo, ma anche più in piccolo: lanciare sassi ad una bambina a Gerusalemme perché veste in maniera "sconveniente" secondo il canone hareddim, o terrorizzare i bimbi con racconti di sangue sui martiri cristinai, ogni eccesso apre le porte alle bombe, certo che l'islam però la fà da maestro alla grande.

l'ho scritto per far vedere che i dieci comandamenti non vengono rispettati neanche da Mosè.
Sì e no, i comandamenti all'inizio erano una cosa più complessa e contenevano anche le punizioni, quale appunto la morte per apostasia, quindi "tecnicamente" Mosè segue la legge, come uno stato che protegge la vita dei cittadini ma candanna a morte gli assassini. (merita discorso a parte e non qui.)




Tra l'altro le punizioni non furono cancellate per "bontà" ma perché contravvenivano al concetto di libero arbitrio e quindi punire qualcuno per le proprie idee era contro la volontà di D-o, il risultato fù buono lo stesso però.

Non sto dicendo che è una religione violenta, volevo solo chiarire che molti massacri sono stati per motivi religiosi, quindi che la religione ha dato frutti marci. Come dicono in tanti, bisogna giudicare le cose dai frutti che danno.
No, non sempre, anche il denaro non è cattivo come le armi, dipende dall'uso che se ne fà.

Poi esistono religioni (l'islam e religioni minori in india) ed ideologie che nascono repressive, anche se ho letto che il comunismo è cosa buona nonostante in cina... (ed in corea, nello yemen... etc etc..)

non è che mi fanno schifo, ma guardando la storia hanno portato molto male, chiudendo la mentalità di molte persone. Non mi riferisco a te, ma dico in generale. Basta ascoltare uno di quei pazzi cristiani americani per vedere a che punto siamo arrivati.
Come sopra, non dimentichiamo che nel passato (remoto) era la religione che teneva insieme i popoli (infatti i templi erano la prima cosa che si abbatteva di un popolo militarmente conquistato), nel caso degli ebrei la religione e la sua sopravvivenza ci ha permesso di vivere ed esistere per 3.000 anni, dal mio punto di vista è una cosa buona, poi son d'accordo, la maggior parte dei frutti è marcia.

 
Ecco, sembrate voi due, quelli del video.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif Sempre insieme a darsi man forte: uno si vede subito che tipo è; l'altro ti dà una buona impressione all'inizio, poi però si riconosce per quello che è. Siete una bella coppia, dai, come Cip e Ciop.
Il mio "se'" è plurale universale, il dialetto 'ncunetà richiede che tali espressioni vengano usate verso tutti gli interlocutori indifferentemente :reggie:

 


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terrorizzare i bimbi con racconti di sangue sui martiri cristinai
lolwut //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

 
Il mio "se'" è plurale universale, il dialetto 'ncunetà richiede che tali espressioni vengano usate verso tutti gli interlocutori indifferentemente :reggie:
E allora tu sei Cip.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/sisi.gif

 
Ecco, sembrate voi due, quelli del video.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif Sempre insieme a darsi man forte: uno si vede subito che tipo è; l'altro ti dà una buona impressione all'inizio, poi però si riconosce per quello che è. Siete una bella coppia, dai, come Cip e Ciop.
Sei bravissimo a scansare le similitudini. A quando il nobel? //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif

 
I comandamenti non servono a niente e alcune di loro non hanno niente a che fare con l'etica. Non servono per vivere meglio, infatti, sono 100% sicuro che non riusciresti a nominarmi una singola cosa malvagia che viene denunciata dalla Bibbia o un altro testo sacro, che una comunità senza religione non farebbe. Nessuna.
Per esempio l'esecuzione capitale.Secondo la logica perchè un assasino che e' stato giudicato tale non viene ucciso ma imprigionato?Facendo per altro pesare il suo mantenimento sulla comunità?Le religioni predicano il rispetto alla vita sopra di tutto ergo anche a un reo non può essere tolta la vita,esempio chiave è la figura di Caino.Prima delle religioni abramitiche e quelle indoeuropee c'era la legge del taglione.Le religioni sono state le prime a predicare la sacralità della vita,poi che i fedeli non la rispettino e' un altro discorso.

 
Sei bravissimo a scansare le similitudini. A quando il nobel? //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif
Mai, visto che non esiste il Nobel per lo scansamento delle similitudini.:none:

You+don+t+say+_975d86151d9051b3ec9d9d20276dbd0c.jpg

Fatti due risate, Ciop:

Sotto Natale.

La maestra spiega ai bambini il significato della nascita di Gesù e della sua vita. Poi chiede:

- Qualcuno di voi sa dirmi dove si trova ora Gesu?

- Per me è in paradiso! - risponde Eris.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/fyebr8.gif

- Per me è in cielo! - risponde Ishramit.:reggie:

Alias, dall'ultimo banco, si alza e grida:

- Ma no! Io lo so dov'è Gesu: è in bagno!:alex90:

La maestra, allibita:

- Blasfemo! Come ti permetti a dire che sia in bagno?O_o

- Perché, al mattino, sento sempre papà che prende a calci la porta del bagno urlando: "Cristo, ma quante ore ci stai li dentro!?"

:fieno:

 
Per esempio l'esecuzione capitale.Secondo la logica perchè un assasino che e' stato giudicato tale non viene ucciso ma imprigionato?Facendo per altro pesare il suo mantenimento sulla comunità?
Anche una comunità senza religione comprende la preziosità della vita. Però ci sono dei limiti. Per esempio, quando Gheddafi fu ucciso tanti si sono lamentati dicendo "poverino, avete tolto una vita!". ma andate a dirlo alle famiglie delle migliaia di persone che ha trucidato, poi ne riparliamo. La religione non ha sempre motivato la gente a ritenere la vita sacra, e da non togliere a nessuno. Basta tornare all'esempio di Mosè: appena *** gli diede il comandamento "non uccidere", ordinò alla sua gente di ammazzare i loro stessi fratelli per infedeltà. Oggi, manteniamo assassini in cella, perchè nessuno può decidere se qualcun'altro non deve più vivere, è una morale che abbiamo anche se siamo atei. Non è stata adottata dalla religione, pensiamo solo che sia giusto così.

Insomma, ritenere la vita preziosa e da non togliere a nessuno non è una cosa che solo la religione poteva dirci di fare.

 
Mai, visto che non esiste il Nobel per lo scansamento delle similitudini.:none:
You+don+t+say+_975d86151d9051b3ec9d9d20276dbd0c.jpg

Fatti due risate, Ciop:

Sotto Natale.

La maestra spiega ai bambini il significato della nascita di Gesù e della sua vita. Poi chiede:

- Qualcuno di voi sa dirmi dove si trova ora Gesu?

- Per me è in paradiso! - risponde Eris.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/fyebr8.gif

- Per me è in cielo! - risponde Ishramit.:reggie:

Alias, dall'ultimo banco, si alza e grida:

- Ma no! Io lo so dov'è Gesu: è in bagno!:alex90:

La maestra, allibita:

- Blasfemo! Come ti permetti a dire che sia in bagno?O_o

- Perché, al mattino, sento sempre papà che prende a calci la porta del bagno urlando: "Cristo, ma quante ore ci stai li dentro!?"

:fieno:
Tzè, io avrei risposto "è nella mischia" (citazione che davvero in pochi coglieranno) //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/250978_ahsisi.gif

 
Vecchia come mia nonna. E non lo dico per ripicca lol.
Quant'è vecchia di preciso tua nonna?

In ogni caso, la risposta data da quell'Alias è comunque la più intelligente della classe.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/smile2.png

 
Anche una comunità senza religione comprende la preziosità della vita. Però ci sono dei limiti. Per esempio, quando Gheddafi fu ucciso tanti si sono lamentati dicendo "poverino, avete tolto una vita!". ma andate a dirlo alle famiglie delle migliaia di persone che ha trucidato, poi ne riparliamo.
Non serve,l'esempio estremo di Gheddafi,basti pensare a un uomo che investe e uccide una persona senza fermarsi,voglio vedere i parenti se non lo vogliono morto.Ma la vendetta non porta altro che vendetta.

Basta tornare all'esempio di Mosè: appena *** gli diede il comandamento "non uccidere", ordinò alla sua gente di ammazzare i loro stessi fratelli per infedeltà.
E' la storia del vello se non erro?Se il caso e' quello vorrei ricordarti che bisogna interpretare.I comandamenti sono leggi,le parabole sono da interpretare.Nel caso in specie essi erano andati contro il primo comandamento e,ai tempi per ogni cosa si uccideva quindi scrivendo la storia di Mosè si sono usati i criteri del tempo.Come ho detto prima un conto è cosa dice la religione,un conto e' ciò che fanno i fedeli.

Oggi, manteniamo assassini in cella, perchè nessuno può decidere se qualcun'altro non deve più vivere, è una morale che abbiamo anche se siamo atei. Non è stata adottata dalla religione, pensiamo solo che sia giusto così.
Anche se si e' atei rimangono sempre i precetti della cultura d'appartenenza.Molti dei nostri comportamenti e delle nostre opinioni derivano dal luogo di nascita.Per farti un esempio e' notoriamente conosciuta l'abnegazione degli orientali nel lavoro,questo comportamento e' spiegabile in quanto fa parte della cultura e della religione orientale il prediligere la massa all'individuo.Andando nello specifico in tutti gli stati orientali e' presente la pena capitale in quanto nella loro cultura non è presente nessun precetto che metta la vita dell'individuo al di sopra di ogni cosa(quando parlo di oriente escludo l'India).

Insomma, ritenere la vita preziosa e da non togliere a nessuno non è una cosa che solo la religione poteva dirci di fare.
Però,come ho detto prima la concezione della sacralità della vita e' nata con esse.Ciò non toglie che uno Stato laico non possa avere un rispetto per la vita ma,come detto in precedenza rimangono sempre dei richiami alla cultura d'appartenenza.

 
Insomma, ritenere la vita preziosa e da non togliere a nessuno non è una cosa che solo la religione poteva dirci di fare.
Cos'altro te lo dice?

No anzi fa finta che non ho detto niente devo studiare

 
La religione ci dice di non togliere la vita a nessuno? Non stiamo parlando più del cristianesimo, vero?

 
Mai, visto che non esiste il Nobel per lo scansamento delle similitudini.:none:
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Fatti due risate, Ciop:

Sotto Natale.

La maestra spiega ai bambini il significato della nascita di Gesù e della sua vita. Poi chiede:

- Qualcuno di voi sa dirmi dove si trova ora Gesu?

- Per me è in paradiso! - risponde Eris.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/fyebr8.gif

- Per me è in cielo! - risponde Ishramit.:reggie:

Alias, dall'ultimo banco, si alza e grida:

- Ma no! Io lo so dov'è Gesu: è in bagno!:alex90:

La maestra, allibita:

- Blasfemo! Come ti permetti a dire che sia in bagno?O_o

- Perché, al mattino, sento sempre papà che prende a calci la porta del bagno urlando: "Cristo, ma quante ore ci stai li dentro!?"

:fieno:
ahahhaah :rickds:

 


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bel libro, la bibbia, perde credibilità solo da quando arriva il moccioso che fa i miracoli, ma tolto questo... bhè, complimenti allo sceneggiatore

 
Anche le contraddizioni sono partorite dalla ragione.
La contraddizione viene "partorita" dalla mancanza dell'uso della ragione.


Ci si contraddice quando si sragiona. Io non dico cose ragionevoli se mi contraddico, nascerebbe un assurdo che, in termini allegorici, sarebbe esattamente un aborto della ragione stessa.


 


Mi pare elementare.





Parti dall'erroneo presupposto che il prodotto della ragione sia sicuramente corretto e coerente.
Coerente con il pensiero prodotto sicuramente. Altrimenti non è più ragione. Poi io non ho mai detto che deve per forza essere corretto, infatti ho precisato:




Il ragionamento può essere giusto o sbagliato

Comunque questo non c'entra niente con quello di cui si stava parlando, non capisco come abbia fatto ad arrivarci. Se mi parli del ragionamento per assurdo, ti smonto il cristianesimo in due parole. Non è che a voi credenti convenga molto tirare in ballo la logica, visto che è quella scienza che fa luce sulle ombre della religione.

Io le tue risposte le leggo, ma mi pongo sempre la domanda se tu capisca i ragionamenti della logica, visto che rispondi in modo incoerente alle mie affermazioni e sempre glissando su argomenti "vicini", ma non strettamente inerenti. Per esempio insisto ancora sulla questione della creazione del male, visto che è di una logica elementare: se tutto è creato da *** ed esiste il male, allora *** ha creato anche il male. Più semplice di così non riuscirei a porla, la questione. Ogni altra considerazione che tentasse di giustificare l'operato maligno di ***, risulta un'arrampicata sugli specchi. Purtroppo la religione non può reggere il passo della logica.
Certo che se ti sfugge il concetto di Ragione non mi posso sorprendere che ti sfugga pure la Logica.

 


Tu, in sostanza, stai dicendo che il non-essere è essere, continui a ripeterlo. Il Male è non-essere, è qualcosa che di principio non c'è, in quanto è assenza di un elemento (il Bene) che invece c'è.



Posso capire che vuoi minare me dicendo che m'arrampico sugli specchi, in un qualche modo devi screditarmi.


 


Ma non puoi screditare la Logica raffinata da Parmenide, padre culturale di Platone (e non solo), nè tantomeno quest'ultimo.


 


E non mi sorprende nemmeno che tu ti chieda come siamo arrivati a parlare della Ragione. La Logica va prodotta proprio con quest'ultima.



È chiaro che con te non posso trattare la questione usando come mezzo la Fede, dato che non ce l'hai.



Allora speravo di usare un "denominatore comune", cioè l'esercizio che abbiamo innatamente: la Ragione appunto.


 


Il problema è che tu nel tentativo di "smontare" (
//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif) il cristianesimo, hai smontato la Logica. Ribatti alla cieca.

 


Dimmi che non è vero! Cavolo, è da pagine che ti dico che il male esiste come non-bene e che quindi è un assenza di qualcosa che è. È un non-essere.






È il prodotto di una mancanza. È il nulla di qualcosa (il Bene).


 


L'intero discorso che t'ho fatto nel precedente post (VITA->NON-VITA/MORTE, eccetera) non è frutto del Cristianesimo in quanto tale, non è frutto dell'Islam o dell'Ebraismo.


 


È semplicemente il pensiero di non-contraddizione dedotto egregiamente da Platone e prima di lui Parmenide.


 


Tu puoi dirmi che non è corretto. Puoi farlo. Ma con la Ragione. Troppo comodo (oltre che subdolo) spolverare frasi fatte a mo' di "è un'arrampicata sugli specchi".



Devi dimostrarmi dov'è l'errore, ammesso che ci sia... e devi farlo usando sempre l'elemento primo di un dialogo limpido e intelligente: la Ragione, appunto.


 


Altrimenti è fuffa.


 

 




La favoletta della genesi la conosco, l'ho letta pure io. Il punto è sempre quello, e sempre a quello tu cerchi invano di sfuggire con i tuoi ragionamenti: come può essere che un angelo creato da *** abbia manifestato un desiderio maligno?
Ti dico subito dov'è l'inghippo.

 


In realtà io non fuggo da nessuna parte, sei tu che non mi leggi. Qui trovo la mia terza conferma.


 


Il problema è il seguente: Tu ami in modo imperfetto. *** ama in modo perfetto... in quanto è Amore Sommo.


 


Se tu accettassi e comprendessi il Suo Amore in totalità... saresti Amore Sommo (saresti ***). È del tutto normale che non accetti il fatto che *** per amore ha reso libere le sue creature razionali preferendo piuttosto vederle schiave e obbligate ad amare l'altro.


 


Ma tra te e ***, cioè tra te uomo e l'Amore, chi è che saprà meglio come si ama?



Onestamente non m'interessa la tua risposta, basta quella del buonsenso: l'Amore.


 


Se l'Amore include questa beneamata libertà di poter non amare e di rinunciare al Bene, dedicandosi al male come ha fatto Satana trascinando con sè l'Uomo, cosa cavolo è che non riesci a capire?


 


Ripeto, a me pare proprio che tu i miei ragionamenti non li leggi neppure. Scorri giusto giusto gli occhi ipotizzando quello che ho scritto e rispondi con quello che avevi già scritto... soltanto cambiando un pochino le parole.


 


Non pretendo che tu mi dia ragione, non lo voglio nemmeno. Però mi sembra che stia diventando un dialogo tra sordi.


Evidentemente dentro di lui albergava già il male, terreno fertile per far crescere altro male. E quel male originario, come c'era finito lì, in principio, ovvero, chi l'ha creato l'angelo con la predisposizione a compiere il male? È stato ***, quindi *** ha creato il male. Non puoi continuare a negarlo, è lapalissiano che sia così.

Il fatto che il male sia assenza di bene, non significa che non sia niente; questo è un banale sofisma. Anche a insistere con l'idea del male come nulla, come vuoto, si porrebbe comunque il problema del perché consentire questo nulla, questo vuoto. *** è onnipotente, quindi poteva evitare che si creasse il vuoto, l'assenza di bene. Invece non l'ha fatto, ma anzi ha creato pur sapendo che sarebbe stato così, quindi con la precisa consapevolezza di generare il male.
Anche qui devo ripetermi, sono cose che ho già detto e ridetto, basta collegare le cose.

 


Dici che *** poteva evitare che si formasse questo vuoto (male). T'ho risposto che sapendolo colmare di amore doppio e triplo, con questo male, c'è solo da guardagnarci.



Quando dico che il Male non è niente, intendo dire che non è un ente... di conseguenza che cosa sarà?



Sarà ni-ente. Niente.


 


Ma non per questo il
niente (quale non-ente, dato che l'ente nel nostro discorso è il bene) non influisce nella vita umana.

 


Anzi. Sappiamo che il cuore dell'Uomo ha il bisogno fondamentale d'essere riempito,altrimenti ci si sente... vuoti.


Se una macchina ha la sua benzina... trotta, se nel serbatoio non c'è... NIENTE, non parte. L'effetto è questo. Il male è nelle intenzioni; gli atti... cioè le azioni, di per sè sono solo un prodotto del male. Sono atti malevoli.


Ma il male è nel cuore dell'Uomo. -> Ma l'assenza di bene è nel cuore dell'Uomo.


 




Se l'infelicità dell'infelice è generata dal distacco da ***, cosa ha comportato il distacco da ***, ovvero il male? È stato *** stesso, che ha creato l'uomo capace di (e destinato a) compiere il male, ovvero a distaccarsi da ***. Il punto di arrivo è sempre quello, non si scappa.


Si scappa, si scappa.//content.invisioncic.com/a283374/emoticons/emoticons_dent1005.gif


Comunque qui non c'è nulla che io possa dire che non abbia già detto.


 


Ora proverò a risponderti a qualcosa di nuovo.


 




Che senso ha creare gli uomini se tanto sai già che si distaccheranno da ***, ovvero che compiranno il male e che, dunque, saranno infelici? Sarebbe stato più amorevole crearli incapaci di essere infelici, così saremmo stati tutti più felici, appunto. Ovvio, no?Ora, per piacere, non fare l'arrogante con me sulla lingua italiana, visto che la conosco meglio di te. Incondizionato non significa senza aspettative. Significa solo che non pone condizioni, che continuerà a essere tale anche in assenza del verificarsi di determinate condizioni. L'esempio che hai fatto tu era illuminante, visto che la madre che vede il figlio uscire di casa sbattendo la porta continuerà ad amare il figlio, anche se non si è verificata la condizione della riconoscenza, della gratitudine. Questo è amore incondizionato, che non è la stessa cosa dell'amore senza aspettative.
INCONDIZIONATO significa Senza essere Condizionato. L'ho detto il post precedente.

 


Che cosa possa essere a condizionarmi
non importa (anche se tra le tante cose che potrebbero esserci ci sono... le aspettative, che poi non rientri nella parola letteralmente è ovvio).

 


Una persona può essere condizionata da tante cose, come può esserlo il suo amore.


 


Le aspettative sono una forma di condizione. Io amo perchè m'aspetto che mio figlio ricambi il mio amore.



Che poi la madre, nell'esempio, continui ad amare il figlio anche dopo può anche non essere messo in dubbio. Sta di fatto che in quella frase (ipotetica... ma ci sono miliardi di casi analoghi/simili che potrebbero essere esemplificati) c'è un'amarezza.... che è UMANA, l'amarezza che le sue gesta, magari d'amore onesto e puro (chi lo mette in dubbio?), non sono riconosciute dal figlio.



Non significa che l'amore verso di lui si distrugga, significa che dentro di sè avrebbe preferito che venisse ricambiato.... e quindi è condizionata da qualcosa, forse anche nobile.


 


Quante madri disconoscono i figli assassini, stupratori, pedofili, terroristi?






Ieri ho passato l'intera serata con una ragazza che è letteralmente odiata dalla madre perchè non ha abortito a una gravidanza "indesiderata", tanto da esser stata buttata fuori di casa con la piena approvazione del papà.


 


Puoi dire che una madre può nutrire un grandissimo amore (rientra nel loro istinto materno), puoi dire quello che ti pare... ma quello non è Amore Incondizionato.

E lo ripeto: È UMANO. Cavolo se lo è, non stiamo qua a giudicare nessuno, ci mancherebbe. Ma non è questo il discorso.

 

 




Non è un tentativo di sminuirti. Lo dici tu che l'italiano non è la tua lingua madre, quindi che ci posso fare io se dimostri sempre di non conoscerlo molto bene? Se credi che condizione e aspettativa abbiano lo stesso significato, sbagli di grosso, tutto qui. Dovresti prenderla come un'occasione per imparare, non come un affronto.
Più che altro la mia delusione è sapere che nelle scuole svizzere insegnino l'italiano meglio che in Italia, a questo punto.


Una cosa è istruirmi sulla formulazione di una qualche frase o sulla coniugazione dei verbi, un'altra è tentare di farmi fesso sul significato di una parola presente in un qualsiasi dizionario.


 


Non è la mia madre lingua, ma ho vissuto abbastanza in un cantone italofono e in alcune zone dell'Italia per saperlo quanto basta.


 


Poi intendiamoci, non è sorprendente che si possa equivocare sul significato di un certa certa parola o di una certa definizione, ci mancherebbe.


 


Ma forse sarebbe stato meglio dire: "secondo me l'amore condizionato è altra cosa".


 




L'uomo che rinuncia al bene è creato per rinunciare al bene, questo è naturale. Quindi perché creare gli uomini predisponendoli al male?
No. È creato per essere libero di scegliere il bene... ogni santo giorno.


La differenza è abissale.


 




Se la vita è un dono di ***, e non un nostro diritto, il suo non è amore incondizionato, nel momento in cui pretende la restituzione del dono.
Avevo specificato a chiare lettere (e in italiano) che la restituzione del dono è necessario per riceverne uno più grande: la vita divina.

 


Ma la "restituzione" di fatto non è obbligatoria. C'è chi vuole tenersi quello che ha, anche questo fa parte della propria libertà personale.


Se ci toglie la vita con morte violenta (cioè non naturale), come fa nella Bibbia, è perché sa di aver sbagliato a crearci e ha cambiato idea. Il che esclude la sua onniscienza.
Stai parlando di *** e delle sue azioni, per cui dobbiamo analizzare la cosa con senso anagogico (lo preciso onde sentirmi dire che me la gioco come mi conviene: è ovvio che se il soggetto è *** e il Suo interagire... dobbiamo per forza di cose coglierlo dal punto di vista eterno, essendo in Eternità).

 


La tua riflessione (che detta come l'hai detta è... ragionevole, ovvero rispecchia la Ragione) sarebbe giusta, se *** fosse soggetto al tempo.



Ma il tempo è il prodotto della Creazione, *** è aldilà del tempo... è Eternità.


 


Tu invece l'hai "spinto" nel tempo.



Dici: Prima *** ci crea, poi vede che ha sbagliato e alla fine li fa fuori.


 


Invece *** crea l'Uomo, nell'istante che lo crea egli sceglie di peccare, pecca, viene corretto da ***, quest'ultimo si sacrifica per riparare al danno causato dall'Uomo e lo eleva a una vita divinizzata.



Tutto in un unico attimo.


 


Di per sè potrei dirti che non c'è neppure il "tempo" (o l'"attimo"), per ***, di pentirsi. A parte il fatto che la Sua azione è *** (e quindi perfetta), ma non può cambiare idea.



Nell'istante in cui pensa all'Uomo egli è creato.



Nell'istante in cui pensa all'Uomo egli pecca e si salva con il sacrificio di ***.


 


E via dicendo.


 


Non può esserci cambiamento d'idea. Io quando dico "ho cambiato idea" deduco che prima di cambiarla ce n'era un'altra. Prima.



Ma il prima e il dopo non esistono in ***.


 


Tutto il disegno divino è creato all'istante e contempla l'Uomo dal suo primo attimo di vita terrena all'ultimo.


 


*** non PREvede il futuro, Vede il futuro in quanto quest'ultimo, per Lui, non è tale. Non può essere colto alla sprovvista. Un uomo è libero di peccare, quando lo fa *** lo vede nell'istante in cui lo crea e agisce di conseguenza. Tutto in contemporanea, con il solo Pensare che è comunque ***.


 


Siamo noi che, soggetti allo spazio e al tempo, ne vediamo una linea cronologica e pensiamo che *** abbia la nostra insicurezza.


 

 

 

 

 




Omicidio significa letteralmente uccisione di una persona. Che sia intenzionale o no, premeditato o no, per legittima difesa o no, per commissione o no, sempre di omicidio si tratta. Che sia *** a compiere e commissionare omicidi di uomini ad altri uomini, significa che c'è stato un errore nella creazione, altrimenti saremmo tutti potuti morire di morte naturale. Un padre che avanzasse diritti sulla vita del fliglio, che ne disponesse a proprio piacimento, sarebbe divinamente amorevole o patologicamente malvagio?
*** ha il diritto di rendere Giustizia.

 


È Amore e Giustizia simultaneamente.


 


Tu non sai che fine abbiano fatto le anime di cui stiamo parlando, rischieresti di giudicare ingiustamente una situazione che nemmeno conosci.


 


Per il resto *** ha interagito nella storia umana a seconda dell'epoca, dei costumi, delle tradizioni e della mentalità temporale degli uomini di quel tempo.


 




Perché *** autorizza e anzi impone al popolo di Israele di uccidere migliaia di persone, tra cui anche tanti bambini piccoli (quindi persone innocenti)? Se è vero che i popoli da sterminare erano idolatri, allora essi, morendo prima del tempo, non hanno avuto la possibilità di redimersi e di pentirsi, ovvero di ritrovare la vicinanza con ***. Una vera ingiustizia divina, si direbbe.
Dovresti conoscere la storia di ogni singola persona di quel tempo per tirare queste conclusioni.


Inoltre, andando a memoria (ma è tardi e non ho voglia di controllare, ma puoi farlo tu per me) non credo che ci sia mai stata una città che non sia stata prima avvisata in modo doveroso.


 

 


Anche qui non sappiamo il destino vero della loro esistenza divina, potremmo solo fantasticare... il che non mi sembra il massimo.


 




Il comportamento di *** è poi incoerente con sé stesso e ingiustificabile alla luce della sua bontà. Prima fa fuori, sterminandole a migliaia, persone di tutto il mondo che si erano allontanate da lui. Poi, nel NT, cambia tattica e anziché ammazzarle addirittura le ama e muore per loro. Questa è schizofrenia. *** era pazzo?

Se il male non è eterno, allora l'inferno non esiste, quindi possiamo fare le cose peggiori immaginabili e avere la certezza di andare comunque in paradiso, prima o poi, visto che il male presto o tardi finirà. Questo non concilia con la tua dottrina.

Errato.

 


Però hai fatto una riflessione giusta, su questo non ci piove.


 


Riflessione giusta nel senso che sappiamo che il male (assenza di ***) è temporale, di conseguenza viene da dire che l'inferno che è sempre assenza di *** non può esistere.


 


Ma l'inferno cos'è? È la condizione dell'anima di totale distacco da ***. Sì, ma distacco "morale", perchè *** è onnipresente, è infinito (altrimenti non sarebbe Essere Assoluto) ed è Spirito.



La nostra anima (cioè il nostro spirito)... è Spirito, è un "pezzo di ***".


 


Quando io dico che il male è assenza di Bene (=***), va inteso su piano morale. Perchè se io decido di votarmi al male allo stato puro... lo posso fare solo su piano morale.


 


*** è in me comunque e in ogni caso ed è questa la parte più straziante per chi si esclude da ***.


 


Prima che tu mi dica "ma avevi detto che *** non obbliga nessuno a stare con Lui, ora invece mi dici che ci staremo in tutti i casi" è meglio fare le precisazioni a scanso d'equivoci.


 


Spirito = Soffio. Nella Genesi leggiamo che il Soffio di *** (Spirito Santo) ha dato vita all'Uomo. Lo Spirito è Vita, lo spirito nell'Uomo è l'Anima.


 


L'impronta di *** è quindi sia negli angeli (fatti di puro spirito, Satana compreso.. in quanto creatura della stessa risma) sia nell'anima umana.



No impronta di *** (o soffio... o chiamalo come preferisci), No esistenza.


 


In tal senso, quando moriamo siamo nell'"aldilà". Cioè siamo relazionati con ciò che è Spirito. Non c'è nè uno spazio, nè un tempo, ma la nostra anima gode o si deteriora per il rapporto morale con l'Essenza della Vita, cioè ***.


 


L'Eternità è ***, dal resto. Il male non è eterno, è temporaneo. L'anima defunta è composta di spirito, percepisce la realtà in modo anagogico (come la percepisce ***) mantenendo la propria identità, ma escluso totalmente da *** e dalla Sua Gloria.


 


Quindi il
male (forse è più preciso dire: il motore del male che è comunque male, ovvero quel vuoto a mo' di ""voragine"" che si propaga che conosciamo noi tutti) smette d'esistere, chi ha deciso di non vivere in *** non ci vive nel vero senso della parola ma essendo *** infinito si sta in Lui senza percepirLo.

 


Dal resto come fa il male a continuare a influenzare la vita umana... se non ci sarà più il mondo?



Come fa la carie ad espandersi se non c'ê più il dente?


 


Qui siamo entrati nel pieno della teologia cristiana, comunque.


 


Tale realtà è accennata da Gesù Cristo nei vangeli, quando parla del povero Lazzaro e del ricco epulone.


 

 




Come si fa a essere infelici se si vive in ***, mi chiedi? La risposta, stando alla tua fede, è ovviamente che non si può. Ma se non si può essere infelici stando con ***, perché *** permette agli uomini di non stare con lui? Cioè, perché permette agli uomini di soffrire? Siamo schiavi dei nostri vizi? Perché creare i vizi? Perché farci schiavi?
Tu però ragioni con canoni che appartengono a quelli umani. Basta sapere che *** s'è fatto uomo per occupare l'ultimo dei posti, nel pieno della sofferenza e in una condizione pietosa ed umiliante.

 


Se la sofferenza, in ogni sua forma, si può generare in una vastissima forma d'amore e di estasi nel Paradiso, per noi cristiani (e per chi si salva in generale) il problema non si pone neppure.


 


In sostanza i vizi sono la malattia che portano al peccato, cioè al male nella sua forma effettiva; ma è tutto correlato al peccato originale, quindi ho già risposto.


Il male è creato come qualsiasi altra cosa. Se così non fosse, non esisterebbe. Questo è quanto.
Il vuoto esiste?


No, non esiste. È un concetto necessario per raffigurare ciò che manca.



Noi vediamo gli effetti del vuoto... che non sono il vuoto.



Quando c'è una distesa vuota (ipoteticamente) e lanci un grido... c'è l'eco. Senza quel vuoto non ci sarebbe l'eco.



L'eco è un effetto del vuoto fisico.



Il peccato è un effetto del vuoto morale.


Poi se il male è assenza di bene, e questo ti porta a dedurre che il male non è niente, anche il bene è assenza di male (letteralmente), e questo ti dovrebbe analogamente portare a dedurre che il bene non è niente. Adesso riesci a capire o no, che i tuoi ragionamenti sono illogici e inconsistenti?
Ma noi siamo partiti dal fatto che *** è Bene Sommo.


Finora tu stesso hai accettato l'esistenza di *** su piano teorico, di conseguenza Egli, esistendo, ed essendo per forza di cosa Bene Sommo, c'è. È Essere.


 


Se invece mi vuoi togliere *** dovremmo allora piantare in asso tutto quello su cui stiamo discutendo e tornare al primordiale quesito "*** esiste->*** non esiste".


 


Facciamo un'altra considerazione, però:


 


Il ragionamento potrebbe filare se avessimo due elementi fisici (patate e carote, ad esempio).


 


Col bene e col male non è propriamente così.


 


Sappiamo che il vero ente tra i due è il Bene, anche se volessimo lasciare da parte *** per un attimo.


 


Cos'è che genera e irradia la persona umana, interiormente e non,
- come il resto della natura - slanciando la vita? Il Bene.


Cos'è invece che interiormente fa sentire vuoti e produce malessere? Il non-Bene (che ovviamente non può essere Bene, altrimenti ci ritroviamo col famoso assurdo logico).


 


Se poi tu chiami quel Non-Bene "male", o "bicicletta", oppure "ornitorinco" è un problema tuo.


 


Ma sei obbligato a costruire un pensiero ingannevole per reggere il sacco, tolto l'inganno rimane il pensiero. E non è detto che questi sia ragionevole.


Meglio vivere nell'illusione ed essere felici, che vivere nella realtà ed essere infelici. Perché il nostro scopo non è vivere nella realtà, ma vivere felici, qualsiasi sia il modo attraverso il quale raggiungere la nostra felicità. Poi lo dici tu arbitrariamente che una vita senza libertà sarebbe un'illusione, ma non dici perché. In effetti non c'è nessun motivo per cui pensarlo. L'importante è essere felici. La libertà è uno strumento per raggiungere la felicità; ma se questo strumento non è necessario, ma anzi in alcuni casi ostativo, tanto vale farne a meno.
Io preferisco vivere felice nella realtà.

 


Ti ridò ragione quando dici che il nostro scopo è di vivere felice e che siamo pure disposti a rinunciare alla realtà.



Ma non è forse quello che fanno i tossicodipendenti o gli alcolizzati?



L'illusione è l'ombra dell'idolatria.


 


Una volta gli idoli erano raffigurati con statuine di divinità, oggi invece hanno una forma peggiore... forse più angoscianti.


 


La libertà, comunque, è uno strumento che ci fa da veicolo per l'esperienza di vita.



Ritorno a dire che la vita va vissuta, ne vale la pena... specie sapendo cosa c'è dopo. Ma a che serve vivere se non posso scegliere come farlo?


Ma se il male è temporaneo, a che serve mantenerlo? Se non è necessario, perché farcelo provare? Qualsiasi sia lo scopo del male, *** può ottenerlo senza di esso con la sua onnipotenza. Perché non lo fa? Se *** fosse stato geniale, non avrebbe creato un mondo che poi lo avrebbe costretto a farsi uomo e a soffrire. Se l'ha fatto di proposito, è stato un fesso.
*** poteva fare ogni cosa possibile e impossibile.

 


Però *** c'ha creato per partecipare a ogni aspetto dell'Amore, tra cui la vita in modo cronologico e, successivamente, eterna. Ci permette di fare esperienze di vario tipo, positive e negative, per poi vivere di nuovo tutto in chiave gloriosa.


 




L'uomo sceglie di essere infelice, ma non consapevolmente, perché tutti noi tendiamo a essere felici. *** non dà agli uomini gli strumenti necessari per consentire agli uomini di capire dove sta la felicità, altrimenti riusciremmo tutti a essere felici. Tanto valeva manifestarsi subito, in modo che a tutti fosse sempre chiara la strada per il bene. In questo modo non ci sarebbe stata infelicità. Perché dare alle persone la possibilità di essere infelici? Ripeto ancora una volta un ragionamento che non fa una piega: meglio una vita che non ti dà altra scelta che essere felice, piuttosto che una vita che di dà la possibilità di essere felice. Questo è incontestabile, come fai a non accettarlo!?

Imporre la felicità è di per sé una cosa buona, perché costringe l'uomo a essere felice, che è quello che vogliamo tutti: tanto meglio!

Se *** è sommo bene, crea tutto ed esiste il male, c'è qualcosa che non funziona. Se il male esiste, e ovviamente esiste, è perché l'ha creato ***. Questa è la logica che tu credi di far tua, ma che evidentemente non padroneggi. Questo è il risultato cui ci porta l'uso della ragione, motivo che ci fa escludere l'esistenza del tuo ***. Ecco perché ragione e fede sono mutuamente esclusive e non si possono conciliare in alcun modo.

Che tu dica che ogni singola persona umana non abbia la consapevolezza di dove si trovi la felicità (cioè in ***) è tutto da dimostrare.


Dovresti conoscere l'azione di *** nella vita di ogni singolo uomo. Forse un giorno avrai questa possibilità.


 


Poi non è detto che chi non trova la felicità qua non la trovi successivamente, nell'"aldilà".


 


Continui a considerare questa vita terrena come l'unica, non mi meraviglia quindi che tu non capisca il ragionamento.



Per comprenderlo l'hai bisogno per intero, non a metà.


 


Un ponte a metà non serve a nessuno. Un ponte intero ti permette d'andare dall'altra parte.
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Analogamente:1. Il bene non si crea, essendo assenza di male.

Se il male è assenza di bene, c'è qualcuno che ha creato l'assenza di bene, e visto che ogni cosa è creata da ***, allora *** ha creato il male. È inutile cercare scappatoie, il *** in cui credi è impossibile.

2. Il male non può avere in sé il bene, né realizzarlo, dato che l'azione del male è male.

Come vedi il tuo ragionamento funziona anche al contrario, quindi o vale in entrambi i casi (e non può essere, visto che il primo punto li esclude entrambi) o non vale in nessuno dei due.

Il fumo rende felice il fumatore, perché è quello che vuole. Se non lo volesse, non fumerebbe; è molto semplice. Il fatto che gli faccia male alla salute, non significa che lo renda infelice. E anche se così fosse, bisogna sempre riferirsi a quello che è la consapevolezza di un uomo di scegliere la felicità. Magari uno sceglie l'infelicità, con la consapevolezza di aver scelto, invece, la felicità. Cioè io credo che quella cosa mi renda felice, ma non mi accorgo che mi rende infelice. Esattamente come accade quando l'uomo sceglie di allontanarsi da ***.

Se l'unica fonte di felicità è ***, allora *** sa bene che consentendo all'uomo di allontanarsi (e, anzi, creando alcuni uomini con il preciso obbligo di farlo), gli consente di essere infelice. E questo non è un gesto d'amore, ma di assenza di amore.

La spiegazione data a Teresina è un'idiozia. Se il boccale contiene più acqua, significa che contiene più bene e quindi che il bicchiere ne contiene di meno. Meno bene del massimo bene significa assenza di una parte di bene, ovvero presenza del male.

Senza *** niente esiste: quindi neanche il male. Se il male esiste, è perché esiste ***. Mi fermo qui, perché ci sarebbe da stabilire tutto il resto, se è vero che *** esiste e così via.

Se non cerchi di psicanalizzarmi, è inutile il tuo tentativo di spiegare il mio ateismo con la paura. Il ragionamento da fare è l'inverso, quello che spiega la tua fede con la paura. È dura da ammettere, ma è la verità.

1) punto già precisato prima.

 


2) Il male non può avere in sè il bene, questo a dire il vero te l'avevo detto io prima. Il non-essere non può avere in sè l'essere.


 


Nel caso di Teresina avevo precisato l'allegoria. L'acqua è un elemento fisico, percepibile ai sensi. *** è puro spirito, ogni esperienza che si fa con lui nell'Eternità non ha nulla di fisico nè di quantificabile con una qualche unità di misura.



Rende solo un'idea di due valori esistenti che non abbiamo mai esperimentato.


 


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L'unica cosa che hai dimostrato è che la vita sulla terra era molto improbabile. Questo discorso l'ho sentito centinaia di volte nei dibattiti, viene schiacciato sempre. Perchè ripeto improbabile non significa impossibile, e nella vastità del cosmo non trovo niente di strano che si sia formato vita su almeno 1 pianeta.
Ho pure dimostrato che è meglio che tu non vada a giocare nelle bische...

La causalità sappiamo che esiste, *** no.

Non è più ragionevole, perchè le opzioni non sono due: *** o caso. Possono essere infinte, solo che la soluzione "***" è la più facile.
No, la più ragionevole. Poi è chiaro che dovremmo trattare meglio l'idea di ***.

 


Se t'immagini un tizio sulle nuvole con la barba di sicuro siamo completamente fuori dall'idea corretta.


Ma per auto intendevo le conseguenze di ciò che gli è successo. Se *** ha creato tutto, ha creato anche le conseguenze.
Le conseguenze si relazionano con la vita che facciamo in risposta anche al nostro libero arbitrio.

La famiglia, la società. Pensavo fosse chiaro. E' ovvio che poi uno può avere la sua morale, ma ci sono certe cose che sono comuni a tutti.
Se anche in una famiglia fossero tutti atei, chi dice che devono tutti seguire la medesima morale?

 


Certo, i figli fino a un certo punto seguono l'educazione dei genitori, ma poi possono captare delle lacune soggettive e decidere di plasmare una morale propria e personale...e in un certo senso nn avrebbero neppure torto.



Fatta così l'etica, tutto diventa relativo.


Ho letto diversi libri sull'Islam, scritti da Mussulmani. Tutti dicono che non esiste un motivo, ma Allah lo dice quindi si fa.
In sostanza è legato alla tradizione ereditata dall'Ebraismo, alimentato dal metodo d'uccisione degli animali nell'Islam.


In sostanza è vietato consumare il sangue di qualsiasi essere vivente, per cui esiste un sistema particolare per uccidere e macellare le bestie, trafiggendo la vena giugolare e per dissanguare.



Non sto qua a spiegarti i dettagli, però basta sapere che la pratica esercitata non permette di fare lo stesso col maiale.


Oltre al fatto che la carne di maiale in breve tempo, senza i dovuti trattamenti e senza un frigorifero a portata di mano, può portare parecchie malattie.



Cinquecento e più anni fa, in mezzo al deserto, la cosa poteva anche avere un senso, oggi un po' meno secondo me.


In passato, in mancanza di risposte, l'uomo pensava a ***. Oggi non è necessario.

Ci sono anche persone geneticamente predisposte a non credere in ***.
Quello che dici non ha la benchè minima base scientifica... tu che parlavi di prove.

 


Anche perchè sull'esistenza di *** si può mettere in mezzo la Ragione, la quale è la strutturazione di un pensiero.



Ma tutti sono predisposti a pensare e non è la genetica che ti dice come lo devi fare, sarebbe a dir poco ridicolo.


Feste l'hanno avuto tutti, perchè l'uomo primitivo si aggrappava al concetto di ***, proprio perchè non aveva la logica e le risposte per evitare quel pensiero.

La maggior parte delle feste trattavano di sbudellare i propri simili, ma quello è un altro discorso..
Se è per questo non c'è neppure oggi.

Questo sembra più un consiglio che un comandamento.
Beh, messa così allora sono tutti consigli.


Ottimi, per giunta.


Sono sempre comandamenti dati da ***, non vedo come mai alcuni debbano essere più importante di altri.Se io dovessi fare una lista di dieci comandamenti, sicuramente butterei via i primi tre e gli ultimi due, e inserirei "non stuprare bambini" o comunque cose molto più importanti che "non desiderare roba altrui".
Non stuprare i bambini fa già parte del non compiere atti impuri, oltre che del Non Uccidere.

 


Non Uccidere non include solamente l'uccisione fisica, ma pure quella psichica, emotiva e sentimentale.



Almeno nel Nuovo Testamento.


Come fai a studiare *** senza che ci sia evidenza da studiare?
Un po' come si può studiare Logica filosofica, metafisica e quant'altro.

Quindi i non sposati hanno meno buoni propositi e pensano meno l'uno all'altro. :rickds: ridicolo.
Beh, anche qui siamo nell'antropologia sociale.

 


Ci sarâ un motivo se non vogliono dire un "sì" che li faccia riconoscere davanti a loro stessi un legame esclusivo ed unico.





Mi spieghi come ti permetti a dire certe cose? Li conosci? Su quali basi spari queste cavolate? Bibbia? Fammi un piacere vai.

Si sono promessi sia con parole che con fatti, non serve una cerimonia inutile in una baracca seguita da parole noiose di un vecchio con una croce stampata sulla t-shirt per dimostrare la propria affezione.
Sei tu che hai tirato in ballo i tuoi genitori in principio, non io.


Qual è la parte che ti disturba?


 

 


i tuoi genitori sanno che con una semplice litigata ognuno può andarsene per la propria strada. (È un dato di fatto)

 


i tuoi genitori non si sono mai promessi l'un l'altro eternamente sia a parole che coi fatti (al massimo solo a parole... ma le parole le dici oggi, domani sono già passate), il che presume un grossissimo limite in amore (limite relazionale, non personale). (la parte sottolineata l'hai confermata te, il resto è una mia conclusione teorica ma ho puntualizzato: presumo. Non è detto che sia così. E il limite di cui parlo non sta nella persona di tua mamma o di tuo papà che, come fai ben notare, non conosco; ma della relazione. L'ho precisato a chiare lettere)





i tuoi hanno costruito una casa di paglia, l'unica speranza (e mio augurio) è che regga alle soffiate di vento fino alla fine.
(qui forse c'è il fraintendimento. La casa, a scanso d'equivoci, sarebbe il rapporto anche solo da un punto di vista giuridico e morale, non certo affettivo)


Ben inteso che se in un qualche modo dovessi averti offeso mi scuso.


errore di battitura...volevo scrivere filosofia.
Allora è peggio, perchè c'è anche un errore concettuale.

 


La Metafisica non è che coopera con la filosofia.


 


È FILOSOFIA.


 
Che Scientology non è una religione è già stato detto? //content.invisioncic.com/a283374/emoticons/laugh.png

 
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