Uno studio della University of Chicago, pubblicato pochi giorni fa, mette in evidenza un calo generale della credenza in *** e nelle religioni, in tutto il mondo, soprattutto nei paesi più acculturati e sviluppati. Tra i pochissimi stati in cui la fede è in aumento, Russia e Israele.In Italia, negli ultimi 20 anni, i credenti sono diminuiti di quasi il 10%, mentre gli atei sono aumentati di quasi il 7% (tra chi lo è sempre stato e chi lo è diventato).
Credenti e non credenti sono ben divisi per fasce di età. La credenza è maggiormente diffusa tra gli anziani (65+), mentre la non credenza è maggiormente diffusa tra i più giovani (28-).
Qui trovate un articolo di Repubblica, che riassume la situazione e fa una panoramica sull'Italia e gli stati più importanti.
Più avanti andiamo, meno le persone sono religiose. Pensate sia un bene o un male?
Per me evidentemente è un bene. Non a caso gli unici stati in cui le religioni migliorano sono quelli in cui queste vengono imposte, magari minacciando chi non si sottomette con punizioni corporali o, peggio, la morte. Le religioni hanno spesso contribuito, nella storia, a far nascere guerre e conflitti sanguinosi, che tuttora non smettono di devastare diversi paesi in tutto il mondo. Un'altra tendenza forte è l'allontanamento dalle istituzioni ecclesiastiche, che raccolgono sempre meno consensi. Si diffondono quindi le religioni personali, con credenze poco spirituali e slegate dalle dottrine tradizionali, spesso troppo inflessibili e ottuse, per riuscire a soddisfare i bisogni della gente.