Notizia più pilotata del mondo, fin dall'inizio. Viene detto che "Sopratutto durante il pontificato di Benedetto XVI sono scoppiati numerosi scandali sessuali", che è un giochetto retorico basato sul "sopratutto", la notizia dovrebbe riportare "GRAZIE al pontificato di Benedetto XVI sono venuti alla luce numerosi scandali sessuali". Il giro di vite fatto dalla chiesa è cosa nota durante gli anni di pontificato di Ratzinger, proprio nell'articolo linkato da repubblica si trovano le cifre (secondo me sgonfiate ma vabè, la mia è pura malafede).Riguardo all'obbligo di denuncia poi mi sembra una cosa indifferente nella pratica, nella teoria nessun civile meno appunto chi ne ha l'ufficio, detiene l'obbligo di denunciare una situazione. L'unico obbligo che si potrebbe portare in disgusto sarebbe quello morale, ma tant'è la morale non è una cosa che entra in tribunale. La chiesa denuncia, specialmente, ribadisco, da Benedetto XVI, che vi piaccia o no, i propri casi di pedofilia e collabora con lo stato. Ma la sfera dell'individuale non va toccata, la libera decisione e ponderazione dell'uomo sul fatto, altrimenti siamo tutto fuorchè in democrazia.
E' come se mi costringessero a denunciare mia sorella per un reato (che magari non ha nemmeno commesso.)
Come al solito non so se tu sia più disinformato o in mala fede. Il fatto che tutti gli scandali di pedofilia stiano uscendo allo scoperto ora non significa che sia l'attuale papa ad avere più a cuore le sorti dei malcapitati, ma semplicemente che siano stati beccati e che, per salvare la faccia, siano costretti a collaborare. Che la filosofia della Chiesa sia "laviamo i panni sporchi in casa nostra" è cosa arcinota, e questa notizia ne dà una ulteriore conferma. Se pure fosse vero che Benedetto XVI abbia un gran senso civico, allora dobbiamo pensare che i suoi predecessori (Giovanni Paolo II in primis) fossero tutti in mala fede. Oppure pensi che le cose siano sbucate fuori solo ora, magicamente, a distanza di anni e anni dal compimento dei misfatti? È vero che non c'è l'obbligo di denuncia per nessuno (tolte le ovvie eccezioni), ma al posto di invitare i prelati a farlo, cosa che sarebbe giusta e moralmente doverosa, fanno addirittura il contrario, invitano cioè a stare zitti, e a prendere come riferimento non le autorità competenti, ma i loro stessi superiori.
Ma soprattutto il discorso che fai è fazioso (o pilotato, se preferisci) e falso. Non è proprio per niente
grazie a Ratzinger che si deve la scoperta di tanti casi di abuso, ma semmai
nonostante Ratzinger. Forse ti sei scordato che nel 1962 Giovani XXIII, il papa "buono", emanò in tutta segretezza la disposizione
Crimen Sollicitationis, con la quale i vescovi venivano istruiti sul comportamento da tenere nel caso di abusi sessuali perpetrati dai preti ai danni dei fedeli. In quel documento si
ordinava di mantenere il segreto più totale sui fatti commessi, pena la scomunica. E non è finita qui! Perché quello stesso Ratzinger di cui tessi sempre le lodi, il 19 Maggio 2001, quando era ancora cardinale, nella lettera ai vescovi di tutto il mondo
De Delictis Gravioribus, confermava sia che la
Crimen Sollicitationis era rimasta in vigore fino a quel momento sia che sarebbe dovuta rimanere valida anche in futuro. Nella lettera del futuro papa, i delitti sessuali dei preti erano indicati come casi «
di competenza esclusiva della Congregazione per la Dottrina della Fede» e «
soggetti al segreto pontificio». A causa della lettera
De Delictis Gravioribus, che venne allo scoperto insieme alla
Crimen Sollicitationis soltanto nel 2003, grazie alle indagini di un processo, il cardinale Ratzinger venne incriminato in Texas agli inizi del 2005. Ma la pratica dovette essere archiviata perché, nel frattempo, il cardinale era stato eletto papa, il quale godeva delle immunità di un capo di stato. Altro che
grazie a Ratzinger, ma per cortesia.