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Ho spostato tutti i post sulla questione Hamas e Israele nel Topic Geopolitico


I post sul tema scritti qui nel Topic Politico da ora in poi verranno cancellati
 
Ultima modifica:
In realtà basterebbe aumentare i posti a tempo indeterminato e i finanziamenti, dato che ricercatori e prof (=insegnanti di corsi) servono come il pane e in Italia c'è una carenza di fondi cronica che continua da 20 anni. Però ovviamente i governi fanno orecchie da mercante :asd:
Provo a spiegarmi meglio.
Diciamo che raddoppiano il numero di professori ordinari ed associati. Diciamo che li assumono tutti con non più di trent'anni. Poi arriverà un momento in cui tutti questi giovani saranno non più tanto giovani. Che si fa? Si mandano in pensione a cinquant'anni con vent'anni di contributi?
 
Provo a spiegarmi meglio.
Diciamo che raddoppiano il numero di professori ordinari ed associati. Diciamo che li assumono tutti con non più di trent'anni. Poi arriverà un momento in cui tutti questi giovani saranno non più tanto giovani. Che si fa? Si mandano in pensione a cinquant'anni con vent'anni di contributi?
Per me avere solo professori giovani non è affatto necessario, anzi qualcuno con esperienza e un nome importante è fondamentale, soprattutto per richiedere grants.

Il problema sorge quando ci sono pochissimi fondi disponibili, come adesso, e i 70enni rifiutano di andare via occupando questi fondi. In quel caso i prof vecchi sono un limite e non vanno bene, perché arrecano un danno effettivo alle carriere di un mucchio di ricercatori giovani che già sono sfruttati fino al midollo.
 
Il problema dell'Italia sono gli italiani. Anch'io abito in Sicilia e il problema maggiore è la mancanza di etica e la mentalità deviata di moltissime persone. L'abusivismo, il lavoro nero, l'evasione fiscale, la sporcizia in strada, il menefreghismo, la micro criminalità e altre tante schifezze sono figlie di questa mentalità. Una mentalità che difficilmente la scuola e le istituzioni possono cambiare.
 


Connesso a molti dei temi in discussione proprio in questo periodo, anche in contraddizione con le politiche del governo a cui il partito di Bagnai appartiene.

Che libro/documento è?
 
Certe "cariatidi" che spesso e volentieri popolano le università rappresentano sicuramente un problema, ma è il sistema universitario e scolastico che in italia non va.

Una università che è sempre più autoreferenziale, che sobbarca gli studenti di nozioni ma senza formare le competenze che poi servono nel mondo del lavoro, non riesce a formare il futuro professionista da un punto di vista pratico, e spesso e volentieri neanche teorico.
 
Il problema dell'Italia sono gli italiani. Anch'io abito in Sicilia e il problema maggiore è la mancanza di etica e la mentalità deviata di moltissime persone. L'abusivismo, il lavoro nero, l'evasione fiscale, la sporcizia in strada, il menefreghismo, la micro criminalità e altre tante schifezze sono figlie di questa mentalità. Una mentalità che difficilmente la scuola e le istituzioni possono cambiare.
Per curiosità, tu sei incluso fra gli italiani problema dell'Italia o sei escluso?
 
Per curiosità, tu sei incluso fra gli italiani problema dell'Italia o sei escluso?
Mai una volta che non sei polemico. :asd: Io faccio parte di quella minoranza di persone che sanno la differenza tra cos'è giusto e cos'è sbagliato. Io rispetto le leggi perché ho una coscienza e non perché ho paura delle sanzioni. Seguire le normali norme del vivere civile dovrebbe essere istintivo ma invece per molti sembra essere la cosa più difficile al mondo. Non mi chiedere anche perché sono così pessimista nei confronti delle persone perché non mi va di parlarne qui.
 
Mai una volta che non sei polemico. :asd: Io faccio parte di quella minoranza di persone che sanno la differenza tra cos'è giusto e cos'è sbagliato. Io rispetto le leggi perché ho una coscienza e non perché ho paura delle sanzioni. Seguire le normali norme del vivere civile dovrebbe essere istintivo ma invece per molti sembra essere la cosa più difficile al mondo. Non mi chiedere anche perché sono così pessimista nei confronti delle persone perché non mi va di parlarne qui.
Nessuna polemica e nessun interesse al tuo pessimismo.
Prendo solo atto che tu ritieni che gli italiani sono il problema dell'Italia e che, contemporaneamente, ritieni di non far parte degli italiani che sono un problema.
Il classico [tutti]=[tutti]-[io]. Non che mi aspettassi diversamente visto il tenore della discussione.
 
Nessuna polemica e nessun interesse al tuo pessimismo.
Prendo solo atto che tu ritieni che gli italiani sono il problema dell'Italia e che, contemporaneamente, ritieni di non far parte degli italiani che sono un problema.
Il classico [tutti]=[tutti]-[io]. Non che mi aspettassi diversamente visto il tenore della discussione.
Ma allora qual'è la causa di tutti i problemi dell'Italia ? Per esempio, di chi è la colpa dell'enorme evasione fiscale ?
 
Per lui non c'è nessuna "enorme evasione fiscale" perchè non la ritiene dimostrabile.
Conoscendo il suo pensiero la colpa dell'evasione fiscale è della BCE mentre la corruzione e le truffe sui fondi europei è dell'Unione Europea.



 
Per lui non c'è nessuna "enorme evasione fiscale" perchè non la ritiene dimostrabile.
Posta la necessità di definire il termine di paragone (come da novello esperto di geopolitica sai bene) per poi dire "enorme" o non enorme, l'evasione non è quantificabile. Il concetto di dimostrazione non c'entra.
 
Ultima modifica da un moderatore:
Non so se sai come funziona la carriera accademica in Italia. Se non lo sai, te lo dico io:
-a livello universitario, escludendo centri di ricerca nazionali che a volte sono enti separati, non esistono contratti a tempo indeterminato di livello più basso del prof associato, quindi sono tutti precari fino ai circa 40 anni (età in cui alcuni riescono a diventare associati)
-tanti dinosauri di 70/80 anni continuano a insegnare "per passione", di solito facendo corsi orribili perché giustamente rincoglioniti dall'età e occupando posti che servirebbero per i più giovani ricercatori

Quindi sì, servirebbero più pensionati e più posti per i ricercatori giovani, che altrimenti vengono condannati a una vita di precariato e/o all'uscita dall'accademia. Soprattutto la seconda cosa è fondamentale. All'estero i problemi sono simili ma un po' meno gravi, soprattutto perché c'è qualche soldo in più nella ricerca.
Perchè all'estero sì invece? Facciamo una media dell'età in cui la stragrande maggioranza degli accademici nel mondo anglosassone arriva al tenure? Guardiamo quante migliaia di adjunct dormono in macchina perchè son pagati talmente poco da non potersi permettere manco una stanza in affitto (principalmente negli Stati Uniti, ma pure in Europa la privatizzazione sta portando a "puntare" sempre più sui docenti a contratto che sul reclutamento vero e proprio).

La grande differenza è che all'estero ci sono research role, dove effettivamente l'età media è più bassa. Ma vai a chiedere allo strutturato come li vede, qui come altrove?

Su questo discorso, e non mi riferisco direttamente a te ma uso il tuo post come sponda, c'è sempre il solito errore dell'universalismo dell'esperienza, che passa dalla ""meritocrazia"" a come nei posti altri sia tutto diverso (sempre in meglio). E lo dico da trombato malamente dall'accademia italiana, non ho di certo interessi e orticelli da difendere, anzi :asd:
 
L'idea dei professori universitari che devono essere giovani ricorda molto quella delle hostess che devono avere sempre venticinque anni. :asd:
Una volta che il professore, un tempo giovane, raggiunge i cinquant'anni che si fa? Baby pensione? Mobbing per farlo dimettere?
Non ho mai affermato che tutti i professori devono avere 25 anni, ho semplicemente constatato vivendo sulla propria pelle, che il sistema accademico italiano è pieno di gente che ormai ha superato i 50-60 anni e si ritrova ad insegnare con una mentalità improponibile.
La mentalità di questa gente promuove il baronato, mentre lo studente nella maggior parte dei casi è trattato come l'ultima ruota del carro.
Non è possibile questo approccio all'insegnamento.
Non è solo una questione d'età, ma i giovani nel mondo accademico italiano hanno praticamente 0 spazio.
A parte che gli insegnanti di 25 anni all'università italiana non li vedrai mai, ma non è questo il punto.


Perchè all'estero sì invece? Facciamo una media dell'età in cui la stragrande maggioranza degli accademici nel mondo anglosassone arriva al tenure? Guardiamo quante migliaia di adjunct dormono in macchina perchè son pagati talmente poco da non potersi permettere manco una stanza in affitto (principalmente negli Stati Uniti, ma pure in Europa la privatizzazione sta portando a "puntare" sempre più sui docenti a contratto che sul reclutamento vero e proprio).

La grande differenza è che all'estero ci sono research role, dove effettivamente l'età media è più bassa. Ma vai a chiedere allo strutturato come li vede, qui come altrove?

Su questo discorso, e non mi riferisco direttamente a te ma uso il tuo post come sponda, c'è sempre il solito errore dell'universalismo dell'esperienza, che passa dalla ""meritocrazia"" a come nei posti altri sia tutto diverso (sempre in meglio). E lo dico da trombato malamente dall'accademia italiana, non ho di certo interessi e orticelli da difendere, anzi :asd:

Non so se ti riferisci a me, tuttavia io non ho mai affermato che negli altri paesi è tutto rose e fiori e si sta in paradiso.
Ho semplicemente analizzato le criticità di questo paese e le ho comparate a quanto ho potuto sperimentare in certi posti.
Poi se uno si vuole fare convinto che in Italia non ci siano queste problematiche, è libero di farlo e di certo non sarò io a volerti convincere del contrario.
Non ho parlato neanche di meritocrazia, ma di mentalità in generale, non necessariamente legata al contesto meritocratico.
Purtroppo conosco bene le criticità del mio paese, in quanto le ho vissute quotidianamente.
Prova a parlare ogni giorno con la P.A. è vedi se non ti sale il magone ogni volta che hai a che fare con loro.
Questo paese non è un paese fondato sul lavoro, è un paese fondato sulla burocrazia e sui magheggi.
Prima ci rendiamo conto di questa cosa, meglio è.
I dati parlano chiaro, stipendi da fame, lavoratori perculati e i deboli che difendono le prerogative dei forti.
Un disastro sociale che probabilmente negli anni '60 avrebbe fatto scoppiare una rivoluzione o una guerra civile.
A me dispiace molto in quanto l'Italia è piane di grandi menti e presenta un contesto culturale che molti paesi si sognano la notte.
 
Non ho mai affermato che tutti i professori devono avere 25 anni, ho semplicemente constatato vivendo sulla propria pelle, che il sistema accademico italiano è pieno di gente che ormai ha superato i 50-60 anni e si ritrova ad insegnare con una mentalità improponibile.
La mentalità di questa gente promuove il baronato, mentre lo studente nella maggior parte dei casi è trattato come l'ultima ruota del carro.
Non è possibile questo approccio all'insegnamento.
Non è solo una questione d'età, ma i giovani nel mondo accademico italiano hanno praticamente 0 spazio.
A parte che gli insegnanti di 25 anni all'università italiana non li vedrai mai, ma non è questo il punto.




Non so se ti riferisci a me, tuttavia io non ho mai affermato che negli altri paesi è tutto rose e fiori e si sta in paradiso.
Ho semplicemente analizzato le criticità di questo paese e le ho comparate a quanto ho potuto sperimentare in certi posti.
Poi se uno si vuole fare convinto che in Italia non ci siano queste problematiche, è libero di farlo e di certo non sarò io a volerti convincere del contrario.
Non ho parlato neanche di meritocrazia, ma di mentalità in generale, non necessariamente legata al contesto meritocratico.
Purtroppo conosco bene le criticità del mio paese, in quanto le ho vissute quotidianamente.
Prova a parlare ogni giorno con la P.A. è vedi se non ti sale il magone ogni volta che hai a che fare con loro.
Questo paese non è un paese fondato sul lavoro, è un paese fondato sulla burocrazia e sui magheggi.
Prima ci rendiamo conto di questa cosa, meglio è.
I dati parlano chiaro, stipendi da fame, lavoratori perculati e i deboli che difendono le prerogative dei forti.
Un disastro sociale che probabilmente negli anni '60 avrebbe fatto scoppiare una rivoluzione o una guerra civile.
A me dispiace molto in quanto l'Italia è piane di grandi menti e presenta un contesto culturale che molti paesi si sognano la notte.
Non è che mi faccio convinto, è che ho avuto tutte queste esperienze. Ho fatto tutta la trafila accademica in Italia, ho avuto lunghe esperienze in diversi Paesi e lavoro nella PA. Quindi insomma, penso di parlare con cognizione di causa. Semplicemente la tua esperienza è...la tua. E io non è che dico che non ci sono criticità, dato che ho a che farci ogni giorno da più di 10 anni. Solo che queste sono le solite frasi fatte da greener grass che lasciano il tempo che trovano, sono il particolare che diventa universale, sono quello che sono insomma...
 
Non è che mi faccio convinto, è che ho avuto tutte queste esperienze. Ho fatto tutta la trafila accademica in Italia, ho avuto lunghe esperienze in diversi Paesi e lavoro nella PA. Quindi insomma, penso di parlare con cognizione di causa. Semplicemente la tua esperienza è...la tua. E io non è che dico che non ci sono criticità, dato che ho a che farci ogni giorno da più di 10 anni. Solo che queste sono le solite frasi fatte da greener grass che lasciano il tempo che trovano, sono il particolare che diventa universale, sono quello che sono insomma...
Ok quindi l'esperienza è la mia, mentre tutte le persone che mi sono trovato davanti che palesavano più o meno le stesse problematiche, quella è esperienza loro.
Quindi vado avanti di frasi fatte e la gente con cui ho avuto modo di interfacciarmi, solo pensano che l'erba del vicino è sempre più verde.
Io ho forse affermato che negli altri paesi sia tutto un paradiso? non mi pare minimamente, anzi, l'ho affermato più volte che bisogna valutare i vari contesti e i rispettivi ambienti istituzionali caso per caso.
Ma se vogliamo liquidare banalmente le mie affermazioni e quanto sperimentato da me e da altri nel contesto italiano, possiamo pure mettere una pietra tombale sopra questo paese.
 
Ok quindi l'esperienza è la mia, mentre tutte le persone che mi sono trovato davanti che palesavano più o meno le stesse problematiche, quella è esperienza loro.
Quindi vado avanti di frasi fatte e la gente con cui ho avuto modo di interfacciarmi, solo pensano che l'erba del vicino è sempre più verde.
Io ho forse affermato che negli altri paesi sia tutto un paradiso? non mi pare minimamente, anzi, l'ho affermato più volte che bisogna valutare i vari contesti e i rispettivi ambienti istituzionali caso per caso.
Ma se vogliamo liquidare banalmente le mie affermazioni e quanto sperimentato da me e da altri nel contesto italiano, possiamo pure mettere una pietra tombale sopra questo paese.
Tu stai universalizzando concetti e luoghi comuni, io ti sto dicendo che è più complesso. Fine, per te è un discorso dicotomico mentre per me è l'esatto opposto.
 
Tu stai universalizzando concetti e luoghi comuni, io ti sto dicendo che è più complesso. Fine, per te è un discorso dicotomico mentre per me è l'esatto opposto.
Dove starebbe il mio discorso dicotomico? ho forse detto che è tutto bianco o nero? non mi pare, anzi, ho invitato ad analizzare i rispettivi contesti e situazione per situazione, valutando i pro e contro di ciascun paese, dato che non tutto è bianco o nero e può variare in base al proprio bagaglio di vita.
Quali sarebbero i concetti e i luoghi comuni da me decantati?
Forse il tuo pensiero è polarizzato è vedi in una semplice comparazione tra paesi, frutto dell'esperienza di molto persone, come un qualcosa campata per aria.
Che poi ovvio che tutto è più complesso, ma di certo non farò una disanima sulle decine di problematiche su un forum, dato che altrimenti potrei scrivere un'enciclopedia.
Sono contento per te se ritieni che nel tuo caso e nel contesto in cui vivi tali situazioni non vi siano o non siano così gravi, così come le ho viste io.
Se mi dici dove vivi, mi trasferisco al più presto.
 
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