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Stiamo tenendo d'occhio questa discussione e alcuni utenti da un po' di tempo, perchè spesso vediamo toni e termini che vanno oltre, troppo.
Vi ricordiamo che parlare di Politica (e dintorni), su questa piattaforma, è una concessione dei proprietari della Stessa, e non un obbligo. Questa community è parte di un circuito che si occupa di Videogiochi e Intrattenimento, ve lo ricordo.

Quindi gentilmente abbassate i torni e i termini, offese più o meno velate, termini offensivi, provocazioni eccetera.
Le opinioni ci stanno e le polemiche anche, sono il sale delle discussionim non sono quelle il problema, ma non si accetteranno più offese alle persone, di qualsiasi tipo, ad utenti o staff è uguale.

Quindi, per non chiudere tutto e salvaguardare la maggioranza SANA, Il prossimo che offende si becca un oscuramento di 2 mesi (a salire) per direttissima. E se vedremo più utenti non attenersi al Warning, prenderemo in considerazione la decisione drastica di bannare certi argomenti dal Forum.

Buon proseguimento
 
 


In ogni caso i luddisti facevano lo stesso alla fine del '700 ed è sotto gli occhi di tutti quanto fosse antiquata la loro visione del mondo, non c'è nemmeno bisogno di aspettare qualche decennio perché lo stesso accada con i luddisti 2.0, la loro visione è anacronistica già ora.



Non ti seguo. Una filosofia luddista è agli antipodi di questo tipo di pensiero "anti-mainstream" a-la bagnai come dici tu...

che poi non è manco vero che quello di Bagnai sia un pensiero anti mainstream...la riconversione del mercato per spiegare le varie crisi economiche è un classico della teoria liberale e lo trovi per spiegare praticamente tutte le crisi economiche dal medioevo a oggi. Se quello è anti mainstream bona è anti mainstream lo sbarco sulla luna 

 
Ultima modifica da un moderatore:
In realtà niente di quello che dice Bagnai è anti-main stream. Niente. Tutto quello che dice circa l'euro, l'unione valutaria non ottimale e l'uscita dalla moneta unica è roba nota da decenni. Proprio per questo è stato necessario introdurre categorie oniriche per giustificare una unione che non ha basi scientifiche e il cui esisto è noto.

 
Ma tu non troppo tempo fa non dicevi che "l'euro è una cosa tanto bella", con Cart che cercava di farti rinsavire?

Sono piuttosto sicuro che sia tu, e se questo è il caso vederti definire quelli di Bagnai predicozzi sconclusionati fa piuttosto ridere, sinceramente (così come fa ridere che non hai ancora capito chi detta il "mainstream" nel mondo).

Comunque di questo ne parla almeno dal 2016, anche se mi ricordo di avergliene sentito parlare anche prima, quindi è ben più di  "qualche tempo":

http://goofynomics.blogspot.com/2016/07/la-deflazione-dei-salari-mette-tutti.html
Bagnai conosce bene la storia economica ma non avendo ben chiaro il presente, fatica ad immaginare i possibili futuri in campo economico ed industriale.

Immaginiamo un mondo automatizzato, dove una persona "governa" 100 macchine.

Immaginiamo la competenza che questa persona deve avere e che non sia raggiungibile da chiunque.

Immaginiamo un mondo dove l'orda di disoccupati e assunta dallo stato.

Immaginiamo questo stato che paga i suoi lavoratori con una moneta che è carta straccia paragonata alla moneta privata emessa direttamente dall'industria (Libra).

Io non ho la più pallida idea se questo sarà lo scenario che ci si presenterà di fronte nei prossimi 30 anni...ma è uno scenario che in parte potrebbe diventare plausibile tra 3 anni.

In questo caso, che succederebbe?

 
Succederebbe che probabilmente il mercato si convertirebbe come ha sempre fatto e nascerebbero nuove occupazioni e nuovi tipi di consumi per permettere alla macchina capitalista di autosostenersi

 
Gente in passato non c'è stato un problema di disoccupazione dovuto all'uso massiccio delle macchine per diversi motivi:

1)Vi era un gran margine per aumentare la domanda sfruttando la riduzione dei costi della produzione industriale. Insomma è stato possibile assorbire la maggiore capacità di produzione e spostare persone su altri settori emergenti.

2)Riduzione dell'orario di lavoro, questo anche perché la gente deve avere il tempo per spendere....

A parte per la riduzione dell'orario di lavoro l'incremento massiccio della domanda non è una strada percorribile per diversi motivi. La riduzione dell'orario di lavoro porterà ad un incremento del valore del suddetto per unità di tempo cosa che potrebbe portare a notevoli squilibri specie durante la transizione. Inoltre tale riduzione è comunque da considerarsi una "pezza". Quindi? bella domanda quel che è certo è che il capitalismo non avrà più senso.....

Prendere in considerazione il passato è sbagliato la situazione di partenza non è la stessa....

 
Ultima modifica da un moderatore:
Rispetto a cosa la moneta con cui lo stato paga dovrebbe essere carta straccia?

 
Succederebbe che probabilmente il mercato si convertirebbe come ha sempre fatto e nascerebbero nuove occupazioni e nuovi tipi di consumi per permettere alla macchina capitalista di autosostenersi
Con il piccolissimo problema che se la tua moneta diventa quella emessa da una società privata, la tua fedeltà è legata a quella società e non allo stato.

 
Dipende cosa si intende per mainstream. Lui chiaramente non si riferiva all'ambito accademico, ma a quello del "sentito comune", creato ad arte dai mezzi di informazione, finanziati da chi ha le risorse economiche per poter imporre la loro visione del mondo sugli altri. Insomma, quella del "l'euro ci ha salvati", del "dove andiamo noi con la liretta", del "il posto fisso è un retaggio del passato", ecc. In questo senso in effetti Bagnai è un anti-mainstream, ed è dimostrato anche dal fatto che vi è certa gente così imbevuta di propaganda da vedere quello che lui afferma come roba comparabile al dire che la terra è piatta, o che non siamo mai stati sulla luna.

E' vero però che l'etichettare quello che Bagnai dice come le "idee di Bagnai", è incorretto ed ha il solo scopo di delegittimare quello che viene affermato, derubricandole a "predicozzi sconclusionati". In realtà numerosi economisti mettono in guardia dal facile discorso terroristico dell'automazione che distrugge il lavoro, non solo lui:

http://www.flassbeck-economics.com/does-automation-destroy-jobs-part-1/

A new issue, that is in fact age-old, is receiving enormous interest these days from economists, social scientists and journalists. The danger of automation, or the process by which machines render labour to be obsolete, is seen as a real and fundamental danger. Nothing about this is new. The English economist David Ricardo wrote about it in On Machinery two hundred years ago. The same misunderstandings and confusions always return.

Philip Plickert recently wrote an article about automation in the Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ) (see here). This article thoroughly shows how prominent the on-going discussion has become. Plickert refers to several Anglo-Saxon ‘experts’ who research the possibilities and the consequences of increasing automation. However, these experts do not seem to recognise that they are reproducing ancient prejudices. The author himself seems to be fully aware of it but nonetheless fails to realise the implications of it because he is blocked by other prejudices. 
Il bello è che come sempre chi propaganda certe idee ve lo dice pure in faccia qual è il suo vero scopo, quello che vuole ottenere dal farvi credere certe cose:

The FAZ quotes labour researcher Richard Freeman of Harvard University. Freeman says that: ‘As soon as robots and computers can do something cheaper, they take people’s jobs away – except when workers are willing to accept lower wages.’
Se i lavoratori sono disposti ad accettare salari minori allora magicamente le macchine non tolgono più il lavoro alle persone (notare come la colpa venga scaricata sui robot, "they take", e non su chi li utilizza), ma che strano...

Ma voi no, questo non lo volete capire. Duri come la roccia, disposti a seguire il pastore fino al precipizio.

Che poi anche chi sostiene la vostra visione di società del futuro ha dovuto tagliare di moltissimo le loro stime sui lavori che andrebbero persi, perché le precedenti stime erano al limite del ridicolo:

Since Frey and Osborne (2013) shocked analysists and policy makers worldwide with a study suggesting that 47% of jobs in the United States are at high risk of being automated, several other researchers and institutions have contributed to the debate, all produced estimates in the high double digits. [...]

More recent studies, exploiting the Survey of Adult Skills (PIAAC), brought the estimates of the share of jobs at risk of automation down significantly. These studies show that there is considerable variation in the tasks involved in jobs having the same occupational title and that accounting for this variation is essential to gauge the extent of the problem. Arntz, Zierhan and Gregory (2016), for instance, put this share to 9% in the United States. While this figure is only a fraction of the estimate provided by Frey and Osborne, it translates to approximately 13 million jobs across the United States, based on 2016 employment figures. As job losses are unlikely to be distributed equally across the country, this would amount to several times the disruption in local economies caused by the 1950s decline of the car industry in Detroit where changes in technology and increased automation, among other factors, caused massive job losses.
Si è passati dal 47% di posti di lavori a rischio automatizzazione al 9/14% nel giro di soli 3/5 anni, e voi volete pure pendere dalle loro labbra. Mah...

 
Gente in passato non c'è stato un problema di disoccupazione dovuto all'uso massiccio delle macchine per diversi motivi:

1)Vi era un gran margine per aumentare la domanda sfruttando la riduzione dei costi della produzione industriale. Insomma è stato possibile assorbire la maggiore capacità di produzione e spostare persone su altri settori emergenti.

2)Riduzione dell'orario di lavoro, questo anche perché la gente deve avere il tempo per spendere....

A parte per la riduzione dell'orario di lavoro l'incremento massiccio della domanda non è una strada percorribile per diversi motivi. La riduzione dell'orario di lavoro porterà ad un incremento del valore del suddetto per unità di tempo cosa che potrebbe portare a notevoli squilibri specie durante la transizione. Inoltre tale riduzione è comunque da considerarsi una "pezza". Quindi? bella domanda quel che è certo è che il capitalismo non avrà più senso.....

Prendere in considerazione il passato è sbagliato la situazione di partenza non è la stessa....
La domanda dipende in primis dalle disponibilità economiche delle persone, non dalla riduzione dei costi. Di questo Flassbeck ne parla proprio in quell'articolo che ho postato:

But why is it necessary – as is assumed in the FAZ article – for prices (or the price level) to fall in order to generate an increase in real wages and demand, which in turn, would make it possible to increase the volume of production with an unchanged number of employees? The answer is simple: it does not need to fall.
This is a message that a newspaper such as the Frankfurter Allgemeine Zeitung is unlikely to accept. The economists of the FAZ solely consider the necessity of flexible wages, which implicitly supports real wages lagging behind productivity growth. However, this is counterproductive. If real wages lag productivity, as has been the case for the last fifteen years in Germany, part of the potential productivity output will never be realised because there is insufficient demand within the internal (national) market. As a consequence, unemployment will inevitably rise.
Prendere in considerazione il passato ha molte più basi dell'insensatezza di parlare di un futuro che nessuno sa come sarà, almeno che non abbiate la sfera di cristallo...

 
Ultima modifica:
In realtà, è più che possibile che una certa analisi non possa svolgersi sulla base dei dati precedenti. Tuttavia, nel caso specifico, si da per scontato che "questa volta è diverso", assunzione, questa, tutt'altro che dimostrata. D'altra parte, ammesso e non concesso che questa volta sia diversa, non si capisce perché l'esito sarebbe sia prevedibile sia previsto. 

 
La domanda dipende in primis dalle disponibilità economiche delle persone, non dalla riduzione dei costi. Di questo Flassbeck ne parla proprio in quell'articolo che ho postato:

Prendere in considerazione il passato ha molte più basi dell'insensatezza di parlare di un futuro che nessuno sa come sarà, almeno che non abbiate la sfera di cristallo...
Ovviamente mi riferivo alla riduzione dei costi in funzione della suddetta disponibilità. Senza l'abbattimento del "lavoro" con le macchine non ci sarebbe tale stato economico e quindi disponibilità. 

L'ultima frase è francamente senza senso. Se il futuro non si sa come sarà seconda quale logica prendere in considerazione il passato sarebbe più sensato? non puoi sapere se le condizioni che si verranno a creare saranno simili......

E poi ovviamente mi riferivo ad un ipotetico futuro dove il lavoro sia in gran parte divenuto "opzionale". Quindi? tutti a fare e "vendere" video o "intrattenimento" su youtube o sul web in genere? :asd:   Poi certamente non ho la sfera di cristallo..... 

 
Ultima modifica da un moderatore:
Gente in passato non c'è stato un problema di disoccupazione dovuto all'uso massiccio delle macchine per diversi motivi:

1)Vi era un gran margine per aumentare la domanda sfruttando la riduzione dei costi della produzione industriale. Insomma è stato possibile assorbire la maggiore capacità di produzione e spostare persone su altri settori emergenti.

2)Riduzione dell'orario di lavoro, questo anche perché la gente deve avere il tempo per spendere....

A parte per la riduzione dell'orario di lavoro l'incremento massiccio della domanda non è una strada percorribile per diversi motivi. La riduzione dell'orario di lavoro porterà ad un incremento del valore del suddetto per unità di tempo cosa che potrebbe portare a notevoli squilibri specie durante la transizione. Inoltre tale riduzione è comunque da considerarsi una "pezza". Quindi? bella domanda quel che è certo è che il capitalismo non avrà più senso.....

Prendere in considerazione il passato è sbagliato la situazione di partenza non è la stessa....


Insomma è stato possibile assorbire la maggiore capacità di produzione e spostare persone su altri settori emergenti. 

...E cosa impedisce agli intrepidi anni 2000 di fare lo stesso? Così, a partito preso? 

 
L'ultima frase è francamente senza senso. Se il futuro non si sa come sarà seconda quale logica prendere in considerazione il passato sarebbe più sensato? non puoi sapere se le condizioni che si verranno a creare saranno simili......
?

L'automazione già esiste, e non da oggi. Ciò che deve venire è solo la prossima fase di un qualcosa che è iniziato tanto tempo fa. Quello che noi sappiamo con certezza è che fino ad ora essa non solo non ha mai prodotto disoccupazione, ma ha fatto esattamente il contrario, portando ad una crescita dell'occupazione e dando alle classi sociali meno privilegiate la possibilità di poter accedere ad un livello di istruzione superiore, che prima gli era negato, e che gli è stato concesso perché necessario per operare in una società in cui la tecnologia è largamente diffusa. 

Ora voi dite che questa volta è diverso. Il perché però non si sa...

E poi ovviamente mi riferivo ad un ipotetico futuro dove il lavoro sia in gran parte divenuto "opzionale". Quindi? tutti a fare e "vendere" video o "intrattenimento" su youtube o sul web in genere? :asd:   Poi certamente non ho la sfera di cristallo..... 
Neanche per i più pessimisti la gran parte del lavoro sarà opzionale (le stime sono ora fra il 9% ed il 14%).

Finché non esisteranno intelligenze artificiali talmente sofisticate da avere le capacità di un cervello umano, l'uomo sarà sempre necessario per tutto quello che non è una semplice azione ripetuta identicamente over and over again.

Un esempio classico riguarda gli operatori di sportelli bancari e gli ATM, che qualcuno diceva avrebbero fatto sparire i primi in breve tempo:

bessenfig1.png


 
Ultima modifica:
Insomma è stato possibile assorbire la maggiore capacità di produzione e spostare persone su altri settori emergenti. 

...E cosa impedisce agli intrepidi anni 2000 di fare lo stesso? Così, a partito preso? 
Che la domanda non è detto possa continuare ad aumentare senza ripercussioni e non è detto che saranno disponibili nuovi settori a sufficienza non toccati dall'automazione....

 
Ultima modifica da un moderatore:
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L'automazione già esiste, e non da oggi. Ciò che deve venire è solo la prossima fase di un qualcosa che è iniziato tanto tempo fa. Quello che noi sappiamo con certezza è che fino ad ora essa non solo non ha mai prodotto disoccupazione, ma ha fatto esattamente il contrario, portando ad una crescita dell'occupazione e dando alle classi sociali meno privilegiate la possibilità di poter accedere ad un livello di istruzione superiore, che prima gli era negato, e che gli è stato concesso perché necessario per operare in una società in cui la tecnologia è largamente diffusa. 

Ora voi dite che questa volta è diverso. Il perché però non si sa...

Neanche per i più pessimisti la gran parte del lavoro sarà opzionale (le stime sono ora fra il 9% ed il 14%).

Finché non esisteranno intelligenze artificiali talmente sofisticate da avere le capacità di un cervello umano, l'uomo sarà sempre necessario per tutto quello che non è una semplice azione ripetuta identicamente over and over again.
Forse non mi sono spiegato mi riferivo al caso estremo ovvero macchine abbastanza evolute da sostituire la maggior parte del lavoro necessario. In questo caso quei discorsi sulle riconversioni NON sono per nulla automatici perché fin ad oggi le macchine non erano tanto evolute da diventare praticamente un uomo 2.0.

 
Ultima modifica da un moderatore:
 


Che la domanda non è detto possa continuare ad aumentare senza ripercussioni e non è detto che saranno disponibili nuovi settori a sufficienza non toccati dall'automazione...



Ottimo, quindi non essendo detto che una cosa possa andare in un modo, non avendo indicazioni su come potrebbe andare, non ha senso profetizzare il modo in cui andrà. 

Questo specie laddove la storia recente di quel fenomeno porta la tesi avversa. 

Questo per dire che fare l'oroscopo con l'economia non funziona.

 
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L'automazione già esiste, e non da oggi. Ciò che deve venire è solo la prossima fase di un qualcosa che è iniziato tanto tempo fa. Quello che noi sappiamo con certezza è che fino ad ora essa non solo non ha mai prodotto disoccupazione, ma ha fatto esattamente il contrario, portando ad una crescita dell'occupazione e dando alle classi sociali meno privilegiate la possibilità di poter accedere ad un livello di istruzione superiore, che prima gli era negato, e che gli è stato concesso perché necessario per operare in una società in cui la tecnologia è largamente diffusa. 

Ora voi dite che questa volta è diverso. Il perché però non si sa...

Neanche per i più pessimisti la gran parte del lavoro sarà opzionale (le stime sono ora fra il 9% ed il 14%).

Finché non esisteranno intelligenze artificiali talmente sofisticate da avere le capacità di un cervello umano, l'uomo sarà sempre necessario per tutto quello che non è una semplice azione ripetuta identicamente over and over again.

Un esempio classico riguarda gli operatori di sportelli bancari e gli ATM, che qualcuno diceva avrebbero fatto sparire i primi in breve tempo:

Mi linkeresti lo studio a cui appartiene quel grafico?

No perché sarebbe carino sapere cosa intendono per "fulltime equivalet workers".
Perché anche i promotori finanziari sono considerati tali, anche se sono a partita iva e sono meri commerciali (cosa che l'ATM non è).

<<“Rispetto a sette anni fa, in Italia ci sono 6.289 sportelli bancari in meno, il personale di rete è sceso di 26.249 addetti e ben 383 comuni sono rimasti totalmente privi di banche. I top manager giustificano
l’abbandono del territorio con l’avanzata del digitale, ma è un pretesto, perché il ritmo delle chiusure dalla fine del 2010 è stata del 18,7% contro un calo di accessi alle agenzie solo del 7,5%. La verità è che le banche
si sono trasformate in distributori di prodotti finanziari di massa, come vendessero telefonini o abbigliamento, e dunque mirano soprattutto a tagliare i costi. Così è inutile sperare nella ripresa
dell’economia, urge una riforma socialmente utile del sistema bancario e l’occasione per avviarla è il prossimo rinnovo dei contratti nazionali”: è questo il commento del segretario generale di First Cisl, Giulio
Romani, alla ricerca dell’Ufficio Studi del sindacato sull’andamento della presenza territoriale delle banche italiane.>>

https://drive.google.com/file/d/1sjV6hY0hyTMqDF9fQVXKxnpM2NmoFubd/view

14 Luglio 2018 (un anno fa).

 
Ottimo, quindi non essendo detto che una cosa possa andare in un modo, non avendo indicazioni su come potrebbe andare, non ha senso profetizzare il modo in cui andrà. 

Questo specie laddove la storia recente di quel fenomeno porta la tesi avversa. 

Questo per dire che fare l'oroscopo con l'economia non funziona.
Peccato che stiamo parlando di un tempo "lontano" dalla storia recente. Già che stai fammi un esempio su come riconvertire il sistema quanto ipoteticamente le macchine potranno gestire tutto o quasi il lavoro specie manuale. Fin quando le macchine gestiscono solo compiti "ripetitivi" una riconversione è sempre possibile. La storia recente o meno in questo senso serva proprio a niente, sarò limitato ma oltre al stupido esempio di youtube non mi viene altro :asd: . È evidente in un caso così "estremo" l'intero sistema va pesantemente rivisto  fino al punto che l'attuale modello economico non abbia più senso. 

 
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ma lontano quando che internet ha ammazzato l'editoria 

ps: di esempi di riconversione è pieno il mondo storicamente. il punto è che non è possibile prevederli perché: 

Prima che esistesse la tivù nessuno poteva immaginare di lavorare nell'ambito televisivo, perchè se l'avesse immaginato...avrebbe inventato la tivù. 

Stessa cosa per internet. Per la radio. Per la benzina (addirittur data come perdente sul vapore al tempo delle prime automobili!). Per i treni. Per i fon. Per i fidget spinners. Per i server.

Il mercato si innova continuamente a livello di merci perchè se rimanesse stazionario il capitalismo collasserebbe. questo aldilà dell'occupazione o meno, è proprio un concetto base sulla quale si basa il capitale. Non è la domanda a creare l'offerta: è l'offerta a creare la domanda. 

Pertanto pensare un mondo in cui, data tot automazione (discutibile, ma ammettiamola) Il capitale accetterebbe un paradigma stazionario dove non può più creare domanda per la sua offerta, che in sintesi vuol dire capitale che rinuncia al plusvalore, è molto più utopico che non il contrario, il quale ha invece fondate basi storiche.

Se tu mi chiedi:" che lavori faremo domani, se oggi vengono tutti occupati dai robot". Ti rispondo: non lo so. Ma da qui a dire "Non faremo niente" ce ne passa, specie se poi andassi ad aggiungere l'esistenza d'una stretta correlazione tra automazione e disoccupazione, la quale avrebbe bisogno di prove e dati al momento inesistenti. 

E' più probabile, vedendo un attimo l'andazzo della brevissima storia della nostra razza, che qualcosa da fare uscirà. 

 
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Forse non mi sono spiegato mi riferivo al caso estremo ovvero macchine abbastanza evolute da sostituire la maggior parte del lavoro necessario. In questo caso quei discorsi sulle riconversioni NON sono per nulla automatici perché fin ad oggi le macchine non erano tanto evolute da diventare praticamente un uomo 2.0.
Ma in quel caso cominciamo ad entrare nel reame della fantascienza, per cui tutto è possibile (anche che non ci saremo più). La discussione originale non verteva su questo, ma su un periodo molto più ravvicinato nel tempo: i prossimi decenni.

Mi linkeresti lo studio a cui appartiene quel grafico?

No perché sarebbe carino sapere cosa intendono per "fulltime equivalet workers".
Perché anche i promotori finanziari sono considerati tali, anche se sono a partita iva e sono meri commerciali (cosa che l'ATM non è).

<<“Rispetto a sette anni fa, in Italia ci sono 6.289 sportelli bancari in meno, il personale di rete è sceso di 26.249 addetti e ben 383 comuni sono rimasti totalmente privi di banche. I top manager giustificano
l’abbandono del territorio con l’avanzata del digitale, ma è un pretesto, perché il ritmo delle chiusure dalla fine del 2010 è stata del 18,7% contro un calo di accessi alle agenzie solo del 7,5%. La verità è che le banche
si sono trasformate in distributori di prodotti finanziari di massa, come vendessero telefonini o abbigliamento, e dunque mirano soprattutto a tagliare i costi. Così è inutile sperare nella ripresa
dell’economia, urge una riforma socialmente utile del sistema bancario e l’occasione per avviarla è il prossimo rinnovo dei contratti nazionali”: è questo il commento del segretario generale di First Cisl, Giulio
Romani, alla ricerca dell’Ufficio Studi del sindacato sull’andamento della presenza territoriale delle banche italiane.>>

https://drive.google.com/file/d/1sjV6hY0hyTMqDF9fQVXKxnpM2NmoFubd/view

14 Luglio 2018 (un anno fa).
https://voxeu.org/article/how-computer-automation-affects-occupations

Per leggerne in dettaglio dovresti comprarti il suo libro: https://www.amazon.com/Learning-Doing-Connection-between-Innovation/dp/0300195664

In ogni caso trovi una foto del grafico originale con indicate le fonti qui (insieme ad un'analisi): http://www.aei.org/publication/what-atms-bank-tellers-rise-robots-and-jobs/

Segnalo che dovresti dare risposta al quesito posto da Cart, che mi sembra piuttosto importante:

Rispetto a cosa la moneta con cui lo stato paga dovrebbe essere carta straccia?


Non è la domanda a creare l'offerta: è l'offerta a creare la domanda. 
Detto assolutamente senza vena polemica e con la più pacifica delle intenzioni ( non vorrei che mi fraintendessi): questa idea appartiene esclusivamente ad una certa ideologia economica (quella dei cosiddetti offertisti), e non è condivisa da tutti, in particolare dai post-keynesiani.

 
Ultima modifica:
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