Ultimo Film Visto | Consigli e Domande Inside

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A better tomorrow (4)

Ma che bello. La musica che accompagna dei momenti colmi di energia, sentimento, la recitazione incisiva di tutti i protagonisti. Non ti aspetteresti nulla di tutto questo da un film che si preannuncia solo una gran caciara di sparatorie ed esplosioni, e invece. 

Cos'altro consigliate di Woo? 
Grazie per il consiglio, ho apprezzato la visione.

Inizialmente non mi ha preso molto e forse risente un minimo il peso degli anni, ma nel complesso è molto bello. Su tutti mi ha colpito il personaggio di Mark, scritto bene ed interpretato meglio.

 
Miami Supercops (I poliziotti dell'8ª strada) di Bruno Corbucci. Con questo per ora si conclude il recupero, sperando che prima o poi Amazon carichi anche i mancanti.

Laputa - Castello nel Cielo di Hayao Miyazaki. La parte finale mi ha fatto pensare ad un capitolo di Uncharted in stile Studio Ghibli :asd:  

Iron Sky: The Coming Race di Timo Vuorensola. Dopo il trash del primo film dovevano spingersi oltre e quindi hanno volutamente esagerato col trash, tanto da ritrovarci Hitler a cavallo di un dinosauro. Il teasing finale è da applausi :asd:  

 
Fantasy Island | Jeff Wadlow, 2020 : L'idea è molto originale ma il film non è un granché, si lascia guardare ed intrattiene perché la storia è molto interessante però il resto non mi ha convinto.

Veronica | Paco Plaza, 2017 : Grande film mi è piaciuto tanto, girato benissimo è ottima recitazione da parte dell'attrice protagonista.

Gli Incredibili 2 | Brad Bird, 2018 : Stupendo, Pixar non delude mai, uno dei miei film preferiti in assoluto.

Underwater | William Eubank, 2020 : Classico film in cui i protagonisti a causa di un disastro rimangono intrappolati in una struttura in fondo al mare e devono riuscire a tornare in superficie, ma con alcune idee interessanti che lo rendono molto originale e diverso dagli altri film sul tema. Ottima performance da parte di Kristen Stewart.

Ma |Tate Taylor, 2019 : Un thriller avvincente e ricco di colpi di scena, ho trovato l'idea molto originale. Una trama all'apparenza molto semplice e prevedibile ma che grazie alla bravura del regista regala un finale assolutamente inaspettato.

Venom | Ruben Fleicher, 2018 : Manca Spider-Man...

 
Rosemary's Baby (5)

Direi che c'è poco che non è stato già detto, so solo che mi sono innamorato di Mia Farrow. 

Dogville (3,7)

Un taglio di almeno mezz’ora avrebbe reso il tutto molto meno pesante, perché lo sai che c’è Von Trier e qualcosa accadrà, sai che la situazione si capovolgerà, l’attesa si fa un po’ sentire. 
Coraggiosa la scelta di filmare tutto in studio rendendo la città così anonima da spogliarla completamente delle sue fondamenta lasciando allo spettatore il compito di immaginare il contesto, però anche questo appesantisce il tutto, in particolar modo la luce costantemente artificiale piazzata lì per prenderti a pugni gli occhi ogni due minuti. 

La sceneggiatura è bella, il modo in cui si beffa dell'umanità e della morale degli abitanti di Dogville ancor di più. Bella quanto intuibile, fruibile, sicuramente non necessita di una voce fuori campo motivo per cui risulta superflua. 

Per quanto apprezzi la Kidman non mi ha coinvolto e ho preferito di gran lunga tutti gli altri interpreti.

 
Lady Macbeth

Un po' deludente questo libero adattamento dell'opera di Leskov

Il mio sarà un discorso molto rapido e conciso

Mi sono piaciute Florence Pugh, Naomi Ackie e i costumi

Non mi sono piaciute la Colonna Sonora, la Scenografia, il Montaggio, la Fotografia e la Regia

Mi ha lasciato indifferente invece la sceneggiatura poiché va bene per alcune cose e va male per altre

Tornando alla regia, non sono d'accordo con la candidatura ai Bafta perché l'ho vista sbilanciata, ovvero certe volte ci son personaggi ripresi dall'alto o dal basso, il che indica solitamente rispettivamente uno stato di svantaggio/inferiorità e uno stato di vantaggio/superiorità, eppure in quelle situazioni non lo erano, anzi

Inoltre alcune inquadrature mi son sembrate proprio anonime o sprecate, senza neanche un buona fotografia a reggerle o un buon montaggio a unirle; bo, non so come sia potuto piacere così tanto

Poi, premetto che potrei aver visto male io quindi non sono sicuro al 100%, ma ad un certo punto si vede una sigaretta come quelle che si usano oggi, il che non è molto ottocentesco

 
Ho visto Blade Runner (1982)

Mi è piaciuto molto. È un film che fa riflettere. L'ambientazione è veramente affascinante. Avendo amato Detroit : Become Human e letto Pluto, mi appassionano molto queste realtà.

Non mi ha convinto molto Ford come recitazione. Adesso vorrei vedere 2049,ma guardando il trailer mi pare una trashata immonda.

Comunque adesso capisco perché è considerato un capolavoro da molti. 

 
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E' da giorni che non vedo niente, che odio madonna.

 
vista la trilogia before di linklater. before sunrise è incredibilmente spontaneo e romantico, proprio da sognare a occhi aperti mentre si passeggia insieme a loro per vienna. ci ho lasciato un pezzo di cuore.

before sunset è il risveglio dal sogno, quando devi fare il punto della situazione con la realtà. è più compresso e ha meno respiro, per questo credo di averlo apprezzato meno, ma è un contraltare significativo al primo.

in before midnight ci si aggrappa al ricordo del sogno, ormai sbiadito e confuso. è quello più cinico e con i piedi per terra, e forse anche quello che fa più male.

una trilogia di qualità, che riesce tanto nell'idealizzare che nel razionalizzare questo rapporto di coppia ventennale. probabilmente la verità sta nel mezzo.

 
His motorbike, Her island, Obayashi

E' il montaggio che garantisce al film di avere questo sviluppo tra lo standard sentimenti-memoria-stagioni e una scomposizione temporale ripiegata su se stessa che fa onore al concreto sviluppo di ipotetici soggetti. Un equilibrio che ha bisogno di padronanza sia tematica, cosa ti interessa conosce di queste persone, senza farsi sopraffare dai dettagli giocoforza più universali e semplici da cogliere, che stilistica visto che concretamente ci sono gioco di regia e montaggio di ogni tipo che appunto richiedono esperienza. Chapeau.

 
Red Sparrow (3,5)

Un po' troppo bistrattato da critica e pubblico, quando è da premiare per la sua messa in scena e per la voglia di mettersi in gioco da parte della Lawrence che realizza uno dei ruoli migliori della sua piccola carriera. 

Certo è il 2020, siamo un po' stanchi del cliché russo cattivo e del doppiaggio totalmente inglese senza alcuna ragione, ma il cast è buono e la sceneggiatura  sorprende anche se prevedibile a tratti. 

The Aftermath (2)

Quasi due ore di Keira Knightley che frigna sinceramente non le sopporto. Lei non coinvolge mai, prima di tutto perché sa recitare come la mia scrivania, in secondo luogo perché il suo personaggio è un po' strunz e non attira emozioni ( a differenza del povero marito incompreso). 

Il film è un disastro, tra un malloppo di cose già viste e le sviolinate improvvise. 

 
A woman under the influence (4)

Cassavetes lo definirei più un ritrattista, capace di immortalare realtà tramite la direzione della finzione. Per dirigere i due protagonisti così, e i bambini in maniera così precisa, bisogna essere dei maestri. 
Espone la fragilità delle emozioni rendendo la protagonista a tratti folle e a tratti struggente, quasi commovente nella sua incapacità di vivere senza di esse. 
Una complicità che porta alla sopravvivenza, alla calma apparente, la cosa più vicina e lontana dall'amore.

No (3,5)

Larrain riesce a trasformare una guerra mediatica in qualcosa di assurdo, quasi divertente, e d'intrattenimento, tutto questo insegnando un po' di storia cilena.

Hannah and her sisters (4)

Tra i migliori di Allen, che ti fa innamorare (più di quanto sia già possibile) di Mia Farrow, moglie "perfetta" in questo film. C'è tutta l'atmosfera dei suoi migliori film, manca qualcosina ma non saprei dire cosa. 

Zelig (3,2)

Divertente e anche intelligente questa sorta di falso documentario, ma non tiene il tempo che dura, la visione stanca dopo 30-40 minuti e non so quanto sia funzionale come lungometraggio. 

Monica e il desiderio (4)

Le immagini estive sull'isola sono qualcosa di pacifico, meraviglioso, che ti portano quasi a uno stato di trance, ma la realtà prima o poi arriva come un muro su cui battere la testa e risvegliarsi. 

Si perde l'incanto e quelle che prima sembravano Dee diventano arpie. 

 
A woman under the influence (4)

Cassavetes lo definirei più un ritrattista, capace di immortalare realtà tramite la direzione della finzione. Per dirigere i due protagonisti così, e i bambini in maniera così precisa, bisogna essere dei maestri. 
Espone la fragilità delle emozioni rendendo la protagonista a tratti folle e a tratti struggente, quasi commovente nella sua incapacità di vivere senza di esse. 
Una complicità che porta alla sopravvivenza, alla calma apparente, la cosa più vicina e lontana dall'amore.
Questa, tra le altre, è un'ottima osservazione.

Mi tornava alla mente proprio l'altra sera quando ho visto L'intrusa di Di Costanzo. Guardando la sua direzione dei bambini mi tornava

in mente uno dei maestri in tal senso, Abbas Kiarostami, del quale anche Kurosawa rimase ammirato di questa capacità.

 
Let’s Scare Jessica to Death, Hancock

Rilassatissimo ritratto psicologico con splash horror. Visto che parlavate di Cassavetes questo ricorda il personaggio di lei con i suoi problemi mentali da gestire. Nella vita cerchi come uscirtene e a volte ti ci ritrovi ancora più invischiata. Bellissimo film con piccola equipe.

 
Let’s Scare Jessica to Death, Hancock

Rilassatissimo ritratto psicologico con splash horror. Visto che parlavate di Cassavetes questo ricorda il personaggio di lei con i suoi problemi mentali da gestire. Nella vita cerchi come uscirtene e a volte ti ci ritrovi ancora più invischiata. Bellissimo film con piccola equipe.
Grande visione Togg, bellissimo!

 
Visti un sacco di film nelle ultime due settimane, fra cui

Tully (2018) di Jason Reitman è una mezza porcheria.

La chute de la maison Usher (La caduta della casa degli Usher, 1928) di Jean Epstein soffre della ripetitività di alcuni montaggi e di un intreccio inconsistente, ma vive di puro estro visivo. Espressionismo distillato, musicale, più volte sedotto dall'astrazione.

Menschen am Sonntag (Uomini di domenica, 1930) di ben cinque registi diversi (Edgar G. Ulmer, Fred Zinnemann, Curt Siodmak, Robert Siodmak e Rochus Gliese) è semplicemente una perla. Forse ispirato dalle varie sinfonie cittadine degli anni Venti (Vertov, Rutmann) Menschen am Sonntag è un ritratto corale della Berlino di quel periodo, catturata nel suo momento di evasione domenicale. La narrazione è focalizzata principalmente su quattro giovani e sulle relative avventure sentimentali, di una naturalezza e di una pregnanza che può ricordare il Bergman più innamorato della vita, ma grazie a mirate e puntuali escursioni del montaggio quello che si avverte è il più ampio respiro di una città e di una nazione intera. Una gioiosa celebrazione della vita e della spensieratezza, resa struggente dall'apparente inconsapevolezza rispetto al futuro che ne traspare.

Parasite (2019) di Bong Joon-ho è un film divertente, del quale ho molto apprezzato l'imprevedibilità della successione di eventi. Purtroppo per ottenere questo effetto forza spesso l'intreccio, minandone la credibilità, ma è un gioco a cui può valere la pena stare. Comparto tecnico eccellente.

Die bitteren Tränen der Petra von Kant (Le lacrime amare di Petra von Kant, 1972) di Rainer Werner Fassbinder è una lezione di Cinema per come riesce ad arricchire una sceneggiatura spiccatamente teatrale semplicemente attraverso i movimenti di macchina, la composizione dell'immagine, la giustapposizione dei colori. Due ore durante le quali la macchina da presa non esce mai da quei fatidici sessanta metri quadri, e che ciononostante non si stanca mai di inventare nuove soluzioni, danzando lentamente fra gli attori e l'arredamento, e costruendo una fotografia sontuosa inquadratura dopo inquadratura. Da non trascurare anche la colonna sonora, centellinata ma magnifica.

M (1931) di Fritz Lang è uno di quei film eccezionali che trascendono il proprio tempo. Come L'uomo con la macchina da presa di Vertov, come Citizen Kane di Welles, come 2001 di Kubrick, come Psycho di Hitchcock, e pochissimi altri. Nel suo primo film sonoro Lang di fatto fonda un intero genere, ne crea il capolavoro, e lo supera. Dove tutti gli altri si fermano M va oltre, ponendo un interrogativo come culminazione e ribaltamento dell'intera costruzione precedente – interrogativo che colpisce con maggior forza, proprio perché posto al cuore di tutto il racconto cinematografico. Anche al di là di questo, M è un capolavoro per il tatto con cui accosta crudezza e delicatezza, per l'eleganza delle ellissi, per la lucidità della sua analisi sociologica e psicologica, per l'intelligenza con cui riesce a legare i temi interni al film alle pulsioni politiche della sua epoca. E paradossalmente è per questo facile dimenticare quale eccezionale thriller venga messo in scena. Cardinale.

Ghare-Baire (La casa e il mondo, 1984) di Satyajit Ray è forse uno dei lavori più esplicitamente politici del regista, la cui riflessione ha qui un ruolo prominente nella sceneggiatura. Parliamo di un autore di una sensibilità e una lucidità eccezionali, che qui arriva a trascendere il particolarismo indiano. peraltro perfettamente contestualizzato, per costruire un discorso estremamente stratificato sulle seduzioni e i pericoli dei nazionalismi, sulla doppia faccia di qualunque integralismo, sulle difficoltà della convivenza fra culture diverse e ceti diversi, sull'insidiosità delle politiche coloniali. Ciononostante, e benché evidentemente schierato, Ray ha anche l'onestà intellettuale di non banalizzare il discorso né da una parte né dall'altra, presentando le vicende secondo più prospettive diverse e indagandone le motivazioni e gli effetti. Sceneggiatura eccellente tanto nel portare avanti il discorso generale quanto nel costruire archi narrativi credibili (e struggenti) per i tre personaggi principali, e incorniciata da una fotografia sontuosa, dai colori netti e profondi, soprattutto negli interni.

Segnalo che sia Menschen am Sonntag che La chute de la maison Usher, sono visibili gratuitamente sul sito della Cineteca di Milano. Sempre lì si possono trovare, fra gli altri, il Faust di Murnau e The man who laughs di Leni.

 
Ma |Tate Taylor, 2019 : Un thriller avvincente e ricco di colpi di scena, ho trovato l'idea molto originale. Una trama all'apparenza molto semplice e prevedibile ma che grazie alla bravura del regista regala un finale assolutamente inaspettato.
Dopo aver letto il tuo messaggio l'ho guardato incuriosito... mi domando quali colpi di scena tu abbia visto, cosa ti ha reso il finale addirittura "assolutamente inaspettato" e perché la trama è semplice e prevedibile solo apparentemente (io l'avrei definita stereotipata e banale).

Sono domande serie, non voglio fare polemica od attaccare.

Il film nonostante tutto è stato anche godibile eh. Ovviamente però si tratta del classico B movie horror/thriller pieno zeppo di clichè che può intrattenere.

 
Dopo aver letto il tuo messaggio l'ho guardato incuriosito... mi domando quali colpi di scena tu abbia visto, cosa ti ha reso il finale addirittura "assolutamente inaspettato" e perché la trama è semplice e prevedibile solo apparentemente (io l'avrei definita stereotipata e banale).

Sono domande serie, non voglio fare polemica od attaccare.

Il film nonostante tutto è stato anche godibile eh. Ovviamente però si tratta del classico B movie horror/thriller pieno zeppo di clichè che può intrattenere.
Personalmente ad inizio pensavo che la trama fosse la classica "c'è un killer che ammazza tutti uno ad uno", invece il vero obiettivo di Ma erano i genitori dei ragazzi. Anche la soffiata al padre di Andy in cui rivelava il posto in cui si stava ubriacano il figlio era una roba nosense dato che proprio lei aveva aiutato i ragazzi a prendere da bere. Un episodio davvero strano che all'inizio mi ha lasciato perplesso. E anche il fatto che Ma iniettasse medicinali alla figlia per non farla camminare non era proprio scontato. Insomma come ho già detto a me la trama sembrava banale, ma proseguendo la visione si scoprono tanti dettagli di Ma a cui non avrei mai pensato. Ovviamente c'è da considerare che ognuno di noi vede i film da un punto di vista diverso, quindi una cosa che a te può risultare ovvia per me non lo è, e viceversa.


Infine che si tratti di un b movie e non una grande produzione sono d'accordo.

 
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Personalmente ad inizio pensavo che la trama fosse la classica "c'è un killer che ammazza tutti uno ad uno", invece il vero obiettivo di Ma erano i genitori dei ragazzi. Anche la soffiata al padre di Andy in cui rivelava il posto in cui si stava ubriacano il figlio era una roba nosense dato che proprio lei aveva aiutato i ragazzi a prendere da bere. Un episodio davvero strano che all'inizio mi ha lasciato perplesso. E anche il fatto che Ma iniettasse medicinali alla figlia per non farla camminare non era proprio scontato. Insomma come ho già detto a me la trama sembrava banale, ma proseguendo la visione si scoprono tanti dettagli di Ma a cui non avrei mai pensato. Ovviamente c'è da considerare che ognuno di noi vede i film da un punto di vista diverso, quindi una cosa che a te può risultare ovvia per me non lo è, e viceversa.


Infine che si tratti di un b movie e non una grande produzione sono d'accordo.
Con il riferirmi al B movie non ne facevo tanto una questione di budget ma più che altro di qualità del lavoro.

Ovvio che ognuno di noi può avere punti di vista differenti ed infatti il mio post, ripeto, non era fatto per fare polemica ma anzi per capire le ragioni che avevano portato ad una visione completamente differente dalla mia.

Ad esempio i due elementi che ti hanno sorpreso io non li considero come tali.

L'aver chiamato il padre del ragazzo per avvertirlo introduce quello che è il tema di fondo: la vendetta dopo un'umiliazione subita in giovane età e mai superata inferta ad una persona che è una "loser" (basti vedere come è trattata dal capo). Questo è un tema abusatissimo in opere del genere.

Quella della bambina sulla sedia a rotelle è una cosa inaspettata… ma inaspettata perché non ha alcuna effettiva incisività nella trama: che la bambina ci fosse o meno il profilo psicologico della donna era già stato tracciato e comprensibile. L'infilare un personaggio che prima di quelle scena si era visto per pochi secondi non ha avuto chissà quale efficacia nella sorpresa.

 

In realtà poi l'obiettivo di Ma non era uccidere nessuno, era semplicemente cercare di vivere un periodo della sua vita divertendosi come ai tempi non le fu possibile fare per il suo carattere e per l'evento di bullismo capitatole. La furia omicida si scatena per il rivivere quello che fu anche nel presente e dalla voglia di vendetta che ne consegue. Poi il film fa un po' un mappazzone confusionario di tutto (intenzioni, profili psicologici, intrecci tra i personaggi) però non si può dire che l'obiettivo di Ma fosse uccidere i genitori.
 

 
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