Dal punto di vista di uno della comunità LGBT, secondo me, è comprensibile lo scagliarsi nei tuoi confronti. Tu, limitatamente a questo singolo fatto, scegli di non dare la possibilità di adottare un bambino, quindi la comunità si sente privata di un qualcosa - e di fatto lo è rispetto ad un etero. Però ci mancherebbe che non puoi dire ed essere contro, le regole della società le definiscono le persone che la compongono, non c'è un'etica superiore.
La questione che trovo interessante nel dibattito per me può essere: che cos'è questo "qualcosa" che la comunità vede come negata?
È un diritto? Parliamone. Io personalmente non lo definirei un diritto, ma più una speranza per il bambino adottato. Poi che sia la famiglia giusta, non vedo come l'orientamente sessuale possa essere una discriminante - a meno di non avere pregiudizi negativi sui gay si intende.
Ma d'altro lato, diciamo che non è un diritto del singolo perché coinvolge una terza persona: perché un etero invece ha questa possibilità? O ancora, diciamo che non è un diritto naturale perché una coppia omo non fa biolgicamente figli: perché una coppia etero sterile invece ha questo diritto?
In linea teorica, la questione che poni può non essere priva di fondamento. Ma in quale tribunale trovi un giudice che pensa che tu abbia intuito l'orientamento dell'altra persona la prima volta che lo vedi ad un semaforo? Posto che tu hai fatto un esempio in cui tiri un pugno ad uno per una litigata in macchina e per me saresti già da manicomio

- si scherza.