Ultimo Film Visto | Consigli e Domande Inside

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Oh a me ha pure divertito. È una cazzatina e dura il giusto.
 
Visto Dawn of the dead, Romero

Gli ho preferito night of the living dead, che aveva un ritmo un pochino più serrato. Qui molti tempi morti e la metafora era già chiara nella prima metà del film :unsisi:
 
Visto Dawn of the dead, Romero

Gli ho preferito night of the living dead, che aveva un ritmo un pochino più serrato. Qui molti tempi morti e la metafora era già chiara nella prima metà del film :unsisi:
E' il mio preferito della trilogia, il primo devo rivederlo ma lo ricordo più grezzo (forse troppo), questo per me è il più completo e quello con l'atmosfera più riuscita, tempi morti non li ricordo sinceramente. :unsisi:

Marty Supreme, Josh Safdie. Bel film che ripropone lo stile ormai consolidato di Safdie (qui senza il fratello), a partire dal ritmo indiavolato che da un senso costante di urgenza e pericolo, alle musiche elettroniche bellissime e volutamente anacronistiche; certo a volte sembra che al protagonista debba andare sempre tutto storto, la scrittura ha un po' la mano pesante in questo senso, però è un piccolo difetto su cui si passa sopra. (7,5)
 
E' il mio preferito della trilogia, il primo devo rivederlo ma lo ricordo più grezzo (forse troppo), questo per me è il più completo e quello con l'atmosfera più riuscita, tempi morti non li ricordo sinceramente
Sicuramente tanto grezzo, però è anche un po' il suo fascino, secondo me. Io di Dawn ho visto l'extended che aggiunge parecchio minutaggio, non so tu quale abbia visto :hmm:
 
Infornata primaverile

Thelma & Louise, Scott 1991. Gran ritmo e controllo del tono narrativo, si vede che è un prodotto del suo tempo ma risulta ancora oggi godibilissimo per non dire contemporaneo grazie alla forza quasi rabbiosa con cui affronta certi temi. La storia è stata per me un po' frustrante per come va prevedibilmente tutto storto ma il finale è una catarsi unica e problematica che è difficile dimenticare.

My Undesirable Friends: Part I - Last Air in Moscow, Loktev 2024. È deprimente ma anche un sollievo poter per una volta guardare dietro alla nuova cortina di ferro, e poter vedere con i propri occhi che ci sono (o c'erano) ancora spiragli di umanità e ragionevolezza nella sempre più opprimente morsa fascio-imperialista del regime. È impossibile per me esprimere un giudizio definitivo su quanto mostrato, dalla comodità di un Paese (ancora, perlopiù) liberale (hanno fatto tutto quanto era in loro potere? avrebbero dovuto esporsi ulteriormente? un esito diverso era possibile, e quando esattamente il processo è diventato irreversibile?) ma comunque lo si voglia vedere, il documentario offre molto a cui pensare (e si prende parecchio tempo per farlo). A quattro anni dalle riprese, le cose sono peggiorate ulteriormente, eppure deve esserci ancora speranza, nonostante tutto.

Agon, Bertelli 2025. Eccezionale esercizio tecnico (sono rimasto convinto fosse un documentario più a lungo di quanto vorrei ammettere) ma lo stile tende a ripetersi un po' monotono a lungo andare, e passa dall'essere brillantemente abrasivo nella prima metà, a risultare prevalentemente freddo e stancante verso il finale, nel quale forse tende ad abusare anche del rallenti. Comunque impressionante come debutto, probabilmente un nome da tenere d'occhio.

Submarino, Vinterberg 2010. Film più che competente, metodicamente deprimente dal primo all'ultimo minuto, ma un intreccio troppo convenzionale che credo si confonderà nella mia memoria con tante altre storie simili.

Do the right thing, Lee 1989. A tratti fin troppo sopra le righe nelle interpretazioni (per i miei gusti) ma nel complesso una bellissima idea, gioiosamente eseguita – bellissima messa in scena, piena di energia e di personalità. Credo venga un po' a mancare quando si tratta di tirare le fila del discorso, con un finale un po' confusionario che non costruisce granché sulla dicotomia M. L. King-Malcolm X che apre e chiude il tutto. In ogni caso, è notevolissimo per il coraggio e la franchezza nel presentare temi così complessi, senza mai semplificarne né edulcorarne i problemi, né le (possibili?) soluzioni.

Fotbal infinit, Porumboiu 2018. In alcuni momenti mi sono sentito in colpa nel ridacchiare delle grandi e piccole sfortune del protagonista, ma poi all'improvviso trova una chiusura a suo modo significativa e incantevole? È molto (molto) minimalista come soggetto e in generale come realizzazione, tuttavia in qualche modo, piano piano, mi ha conquistato. Che a pensarci meglio è un po' una caratteristica ricorrente del miglior cinema rumeno dell'ultimo decennio o giù di lì.

Roter Himmel, Petzold 2023. L'incipit era molto promettente per un interessante (e dolorosamente riconoscibile) studio sull'egocentrismo e sull'insicurezza, ma la scrittura è fastidiosamente didascalica e si appoggia troppo su situazioni ormai abusate. Dopo un po', uno per uno tutti i personaggi si risolvono e appiattiscono su stereotipi, e lo sviluppo delle rispettive relazioni non è mai convincente. Tutto questo è per me specialmente difficile da ignorare quando la storia è incentrata su uno scrittore... Anche la recitazione (o la direzione della stessa) è molto altalenante, con alcuni momenti surreali e reazioni strambe. Le premesse erano buone, ma l'esecuzione deludente su più fronti.

La Ciénaga, Martel 2001. Grande atmosfera e ancora oggi dopo un quarto di secolo piuttosto unica (nonostante il tema della borghesia decadente sia un soggetto visibilmente ricorrente, per non dire inflazionato, nel circuito festivaliero mondiale). Narrativamente l'ho trovato però un po' confuso? (e deliberatamente privo di direzione né spinta) e confesso di aver avuto difficoltà nel ricostruire chi fosse chi e chi fosse imparentato con chi. Come visione devo dire non essere stata delle più entusiasmanti, ma non escludo che possa essere uno di quei film che crescono di visione in visione.
 
Ti uccideranno [7.5]

Film che omaggia a piene mani lo stile di Tarantino e Rodriguez e per un paio di scene anche il buon Raimi. Nella prima parte la scrittura ha disatteso tutte le mie aspettative proponendo situazioni insolite che mi hanno piacevolmente stupito. È un'azione continua, violentissima e irreale tipica da film pulp. L'attrice propone un'ottima performance e il background dei protagonisti è raccontato tramite flashback che pian piano d'anno il quadro della situazione.

La seconda parte invece rientra un pò nei cliché del genere ma non perde grinta e intrattiene fino alla fine.
 
KPop Demon Hunters, Chris Appelhans & Maggie Kang (2025)
Una porcheria senza alcuna storia, umanità, sviluppo o conflitto. Fondamentalmente una storiella da chiesa (società accettami per i miei peccati passati) in cui i peccati stessi o non esistono (tatuaggi? e il diavolo a bocca asciutta...) o non sono sviluppati. E neanche ti fanno ascoltare le canzoni per intero.
 
KPop Demon Hunters, Chris Appelhans & Maggie Kang (2025)
Una porcheria senza alcuna storia, umanità, sviluppo o conflitto. Fondamentalmente una storiella da chiesa (società accettami per i miei peccati passati) in cui i peccati stessi o non esistono (tatuaggi? e il diavolo a bocca asciutta...) o non sono sviluppati. E neanche ti fanno ascoltare le canzoni per intero.
Vabbè anche te però te li vai a cercare, ti vuoi male :sard:
 
Vabbè anche te però te li vai a cercare, ti vuoi male :sard:
Eh c'hai ragione. Ma non sto vedendo film in questo periodo perché preso da altre cose. Ho provato a vedere una cosa commerciale per dormire e invece mi ha fatto arrabbiare ahah
 
Kinetta, Lanthimos
Immagino che chiunque debba iniziare da qualche parte...

Obsession
Direi un buon horror con tutti i crismi del genere. Ciò che gli è mancato davvero è stato qualche spunto di riflessione un po' più approfondito, o qualche cosa di davvero degno di nota, mentre si limitava "solo" al fare paura e all'interpretazione incredibile di lei. Consigliato a chi piace il genere horror

Good time, Safdies
Boh, non è un genere di cinema che mi piace, direi. Senza infamia e senza lode
 
The Menu, Mark Mylod (2022)
Una critica sociale al mondo culinario moderno, fatto più di apparenza che di "sostanza". Grandissimo film, mi è piaciuto un sacco, soprattutto per i temi trattati e la messa in scena. Grande performance di Ralph Finnies nei panni di questo pseudo chef stellato, con un ego smisurato che a lungo andare risulta irritante e odioso. E ovviamente Anya Taylor - Joy che non ne sbaglia una. In questo film interpreta un personaggio relativamente semplice da gestire secondo me, ma riesce comunque a regalare una gran performance. Film che riesce ad essere opprimente, con lo chef che vuole imporre a tutti i costi la sua idea cucina, che reputa esente da difetti e ignorando completamente il parere dei commensali. Concept abbastanza semplice ma che il regista è riuscito a valorizzare creando un gran film, ricco di supance e con idee molto interessant. Straconsigliato.
 
Visto Una di Famiglia, su PrimeVideo. Film uscito l'autunno scorso che ha riscontrato un buon successo (seguito già annunciato) e tratto dall'omonimo romanzo di Freida McFadden. Con Sydney Sweeney e Amanda Seyfried (ottima interpretazione).
Se piace il genere a tinte gialle, super super consigliato.
A me è piaciuto molto (avevo già letto il libro ed anche il seguito).
 
Thelma & Louise, Scott 1991. Gran ritmo e controllo del tono narrativo, si vede che è un prodotto del suo tempo ma risulta ancora oggi godibilissimo per non dire contemporaneo grazie alla forza quasi rabbiosa con cui affronta certi temi. La storia è stata per me un po' frustrante per come va prevedibilmente tutto storto ma il finale è una catarsi unica e problematica che è difficile dimenticare.
Per me uno dei più sottovalutati di Ridley.
Good time, Safdies
Boh, non è un genere di cinema che mi piace, direi. Senza infamia e senza lode
Come genere di cinema neanche a me piace molto, però riconosco che ha una sua potenza, i due successivi comunque stanno una spanna sopra, anche se lo stile rimane quello.

L'Ultima Missione - Project Hail Mary, Lord, Miller. C'è questa idea di infilare a forza la commedia nello spazio profondo che non funziona quasi mai, anche quando vuole commuovere diventa troppo manipolatorio, in pratica non salvo quasi niente se non il lato visivo che comunque rimane gradevole, è anche troppo troppo lungo. Per me è un no. (5)

Superman (2025), Gunn. Come film d'intrattenimento gli si può dire veramente poco, funziona tutto bene, a livello visivo poi è una goduria, avrei solo accorciato la mezz'ora d'azione finale, ma quando si guarda questi film sembra ormai un passaggio obbligato. Comunque promosso. (7)
 
però riconosco che ha una sua potenza, i due successivi comunque stanno una spanna sopra, anche se lo stile rimane quello.
Sarebbero diamanti grezzi e quale altro?
Poi boh, sicuramente hanno una loro identità, però in quanto a "potenza" non mi sembra abbiano molto da comunicare, sia come retorica che come immagini
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anche quando vuole commuovere diventa troppo manipolatorio
Madonna santa, sì :asd: in tal senso l'ho trovato troppo finto, uno di quei film scritti a tavolino perché devono per forza strapparti una lacrima, cosa che tra l'altro con me non è riuscita per niente :asd:
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avrei solo accorciato la mezz'ora d'azione finale
Il surrogato di Netanyahu che fa quella fine, però... :ohyess:
 
Sarebbero diamanti grezzi e quale altro?
Poi boh, sicuramente hanno una loro identità, però in quanto a "potenza" non mi sembra abbiano molto da comunicare, sia come retorica che come immagini
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Madonna santa, sì :asd: in tal senso l'ho trovato troppo finto, uno di quei film scritti a tavolino perché devono per forza strapparti una lacrima, cosa che tra l'altro con me non è riuscita per niente :asd:
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Il surrogato di Netanyahu che fa quella fine, però... :ohyess:
Vabbè Marty Supreme anche se è diretto da uno solo dei due... è comunque cinema che non annoia ne lascia indifferenti, nella sua istintività ti trascina sempre dentro le peripezie che affrontano i protagonisti, poi non ci saranno chissà quali contenuti nei loro film, ma a livello di pura esperienza audiovisiva non gli si può dire niente per me.
A livello di immagini soprattutto Good time è abbastanza originale dai (sebbene riprenda un po' l'estetica di Gaspar Noè), poi i successivi sono più normali da questo punto di vista.

Concordo con lo spoiler. :sard:
 
4 film visti in aereo

Inferno, Dario Argento (1980)
Case con cose brutte dentro.
L'avevo già visto e mi ero scordato. E' un po' stupidello, i personaggi non esistono, ma comunque interessante.
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Inferno, Argento

Godibile e molto random, forse un po' troppo? Da vedere.
Sono d'accordo con il me di dieci anni fa :asd:
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Lupin the IIIrd: Fujiko’s Lie, Takeshi Koike (2019)
Lei che va a caccia di soldi.
Azione mediocre, lei sviluppata poco punta tutto sulla manipolazione blabla.

Shock, Mario Bava (1977)
Famiglia con problemi casalinghi.
La casa tanto nominata non si percepisce bene. Forse troppo intrigo tra i personaggi, volendo troppo umano anche, e mai ben percettibile.
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La chiesa, Michele Soavi (1989)
Chiesa con cose demoniache sotto inizia a rilasciare le cose.
Bei set e concetti, interazioni tra i personaggi inesistenti.
 
Ultima modifica:
La frusta e il corpo, Mario Bava (1963)
Un castello, una famiglia, e molto buio.
Personaggi buttati lì. Bruttarello.
 
ma a livello di pura esperienza audiovisiva non gli si può dire niente per me.
A livello di immagini soprattutto Good time è abbastanza originale dai (sebbene riprenda un po' l'estetica di Gaspar Noè), poi i successivi sono più normali da questo punto di vista.
Sì sì ma infatti per me il problema è che oltre quello che vedi non c'è molto altro (almeno, questa è la sensazione che per ora mi hanno lasciato).
Gaspare Noè, dopo aver visto Love, direi che non ho bisogno di vedere altro :rickds:

Backrooms
Bello bello, era da tanto che non vedevo un horror che si facesse analizzare in questo modo. Molto più profondo di un Obsession, per dire.

Principessa Mononoke
Non penso di avere mai visto un film d'animazione che trasmettesse così tanto un senso di avventura, soprattutto la prima metà. Poi vengono introdotte altre divinità e l'intreccio politico si "complica" e si perde un po' quella magia, però rimane un gran bel film, con il classico (e mai stancante) messaggio Miyazaki-ano :sisi:
 
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