In che senso? Qui c’è chi gode se si aumenta la spesa pubblica per la “”difesa””
E avrebbe anche una sua logica visto che c'è qualcuno che vorrebbe fare una guerra nucleare senza armi nucleari e con una quarantina di carri armati funzionanti la cui progettazione risale agli inizi degli anni '80. Ovviamente facendo arruolare gli altri, eh.
Comunque, al di là di questo, viviamo in una situazione dove tutti ma davvero tutti si lamentano per la mancanza di spesa pubblica. Infatti, nonostante le lamentele sui salari bassi, scarsa qualità e quantità dei servizi pubblici (dalla sanità al ufficio anagrafe del comune passando per edifici scolastici e universitari fatiscenti e un personale scolastico sempre più precario da un lato e sempre più anziano dall'altro) fino alle polemiche sugli affitti di qualche settimana fa (per ragioni che non sto a spiegare non ho avuto modo di seguire bene la faccenda e non conosco gli sviluppi anche se mi stupirei se ce ne fossero) possano sembrare cose diverse in realtà sono tutti aspetti che conducono ad una spesa pubblica insufficiente.
Insomma, ci troviamo nella situazione in cui quando ci si ammala si pretende di essere curati in un policlinico sotto casa da luminari e premi Nobel della medicina, si pretendono trasporti pubblici locali sempre in orario che mi portino da un capo all'altro della città venendomi a prendere sotto casa, si pretendono residenze universitarie e borse di studio e, ovviamente, un lavoro pubblico con tutele che manco in Unione Sovietica ma, poi, si vuole tagliare la spesa pubblica in nome di motivazioni di cui si fatica a comprendere la scientificità (qualcuno dei fautori della regole di Maastricht, euro e UE si è mai interrogato sulla loro genesi? Tipo, da dove viene il parametro del rapporto del 3% fra debito pubblico e pil?) e non solo, si votano i partiti che propongono i tagli, ce se ne lamenta e, poi, la si vota di nuovo. Il tutto condito da robe insensate -nella migliore delle ipotesi- tipo "casta cricca corruzione", "eh ma l'evasione", "abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi".
Insomma, direi che c'è parecchio spazio per una serie di riflessioni che, tuttavia, richiederebbe serietà, serenità e onestà intellettuale -oltre che competenze-.